Cosenza-Frosinone e quella “manina sospetta”: era rigore netto, ma non sia alibi alla peggior partita dell’anno

In Cosenza-Frosinone un episodio clamoroso: manca un rigore netto. Non deve diventare alibi, però, alla prestazione stagionale più brutta

Due premesse. La prima: era rigore netto. La seconda: il Cosenza ha meritato ampiamente di perdere, giocando probabilmente la sua partita peggiore da inizio stagione. Questi due assunti sono, in sintesi, il riassunto del brutto pomeriggio di ieri vissuto allo stadio “Marulla”. Un Frosinone in ripresa ha sbancato agilmente l’impianto silano. Non inganni, infatti, il risultato: lo 0-1 sta anche stretto considerando i tanti legni colpiti dai ciociari e un Micai che ha evitato un passivo più pesante.

C’è un “però”, intanto, grande quanto una casa. Per certi versi anche decisivo, al netto di quello che sarebbe potuto essere un potenziale pari. Siamo a metà ripresa, al 71′, e il portiere del Frosinone Cerofolini blocca una punizione di Rizzo Pinna. Il difensore ospite Monterisi si avvicina al portiere, lo abbraccia, ringraziandolo per la parata importante, ma istintivamente, dopo avergli toccato la spalla, tocca anche il pallone con le mani. In modo netto, abbastanza evidente. L’arbitro non guarda, è lontano, è già orientato al rilancio del portiere. E ci può stare, perché nessuno pensa che a gioco quasi fermo un difensore possa toccare il pallone con le mani. Ma il Var? Perché non è intervenuto?

E’ stato questo episodio soprattutto, ma anche l’autogol di Martino, a mandare su tutte le furie Alvini in sala stampa a a fine gara. “In ventiquattro anni di calcio, non ho mai visto una cosa del genere”, ha detto. “Sull’autogol di Martino c’era fallo, ma passi. Quello su cui non si può sorvolare è il fallo di mano”. Alvini ha ragione? Soprattutto sul fallo di mano, sì. Ribadiamo: era rigore netto e, in epoca di Var, è un episodio abbastanza clamoroso. Il Cosenza avrebbe potuto trovare il pari, però, in una partita in cui ha fatto ben poco per impensierire gli avversari, che sono stati anzi troppo clementi e spreconi, visti i tanti legni e le occasioni sciupate. Mezzo passo indietro per il Cosenza dopo le ultime prestazioni e il filotto di risultati utili. E’ per questo che l’episodio del rigore non deve e non può essere considerato un alibi.