Atreju, Meloni si scaglia contro Landini, Schlein e Prodi: “la loro parte politica non difende i lavoratori”

Il premier sul palco della festa al Circo Massimo critica aspramente Landini, Schlein e Prodi e difende l'operato del suo governo

Il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, chiude Atreju, la festa di Fratelli d’Italia: “chi ci ha sottovalutato e ha scommesso che non ce l’avremmo fatta, non ha fatto i conti con questo luogo che ha attraversato immutato gli anni“. Il premier difende i giovani del suo partito e la sorella Arianna: “nessuna gogna costruita sul singolo spiata del buco della serratura, nessuna gogna costruita per colpire me vi toglie quello che siete. Siate orgogliosi di quello che siete, siete la parte migliore della vostra generazione”. Grazie ad Arianna, che tra la nomina di un astronauta e di un amministratore delegato di una multinazionale, tra la foga di dover piazzare amicizie e parenti, pure gente che non conosce, in ogni anfratto dello Stato italiano, ha trovato pure il tempo di organizzare Atreju”, rimarca Meloni.

Meloni attacca Schlein, Prodi e Landini

“Rispondiamo con i fatti ai tanti uccelli del malaugurio, li abbiamo ascoltati dall’alto di quella spocchia tipica di chi per anni non ha azzeccato nessun pronostico augurarci il male possibile”, evidenzia Meloni, che risponde al segretario del Pd Elly Schlein per le critiche sulla manovra e la mancanza di fondi per il Servizio sanitario: “la calcolatrice serve a voi. Con questo governo c’è lo stanziamento per la sanità più alto di sempre”. “Perchè ad Elly Schlein si inceppa la lingua quando deve dire Stellantis”, incalza Meloni.

“Maurizio Landini incita alla rivolta sociale, usando toni che non hanno precedenti nella storia sindacale italiano, tanto che se li avessimo utilizzati noi sarebbero arrivati i caschi blu dell’Onu. Landini gli scioperi non li fa per aiutare i lavoratori ma la sinistra, solo che da parecchio tempo chi aiuta la sinistra non aiuta i lavoratori”, afferma Meloni.

“Ogni patriota deve essere fiero di ricevere gli improperi isterici di Romano Prodi, signori siamo dalla parte giusta della storia”. All’ex premier, il presidente del Consiglio rinfaccia “la svendita dell’Iri, il modo con cui siamo entrati nell’euro, l’accesso della Cina al Wto. Abbiamo imparato da persone come lui che obbedire non fa bene alla nazione, per questo in Europa abbiamo fatto la scelta diametralmente opposta”.