“Oggi un caro amico mi ha detto che, dopo aver chiesto a Peppe Scopelliti di candidarsi nuovamente come Sindaco di Reggio Calabria, non posso più considerarmi un imprenditore super partes, ma che sono diventato un politico schierato. Ho risposto con fermezza che, come imprenditore e cittadino libero, ho il diritto e il dovere di esprimere il mio pensiero. Questa città, così martoriata, merita valutazioni oneste e consapevoli sulla classe politica che l’ha governata o che si appresta a farlo. Ritengo un atto di responsabilità civica esternare il mio punto di vista”. Comincia così un post social di Giuseppe Falduto che, nel commentare la richiesta avanzata a Scopelliti nel corso dell’evento andato in scena venerdì, elenca alcuni provvedimenti da lui assunti quando era Assessore nella Giunta Italo Falcomatà.
“Ho fatto parte, da protagonista, del centrosinistra che ha governato la città dal 1993 al 1997, collaborando lealmente con le amministrazioni guidate dal professore Italo Falcomatà fino alla sua prematura scomparsa. Durante la mia vita amministrativa, ho sempre agito con trasparenza: ho chiesto ai miei familiari, e in particolare a mia moglie, di non partecipare a selezioni pubbliche per evitare qualsiasi impressione di favoritismo. La mia priorità è sempre stata il bene della comunità, come dimostrano alcuni risultati concreti”:
- L’assunzione di 158 vigili urbani.
- Il supporto a circa 1.000 lavoratori del polo tessile, garantendo loro la cassa integrazione e l’inserimento in enti pubblici come lavoratori di pubblica utilità.
- La creazione delle strisce blu, che hanno offerto lavoro a circa 90 persone come ausiliari del traffico.
“Ho sempre visto la politica come un servizio e mai come un privilegio. Peppe Scopelliti è stato per anni un mio avversario politico, ma mai un nemico. Oggi, a bocce ferme, dopo la disastrosa esperienza amministrativa di Giuseppe Falcomatà e della sua squadra, sento il dovere morale di esprimere un’opinione sul futuro della nostra città e sul profilo che il prossimo sindaco dovrebbe avere”.
“Da cittadino libero e rispettoso, non penso che Peppe Scopelliti debba decidere di candidarsi perché glielo chiede Pino Falduto. Tuttavia, credo fermamente che un uomo che conosce profondamente le ansie e le speranze di Reggio Calabria debba riflettere seriamente sull’opportunità di rimettersi in gioco. Un gesto che richiede l’umiltà di chi sa cosa è giusto fare, per il bene di tutti”.

