Una svolta scientifica incredibile che fonda su radici calabresi: il docente Matteo Gigli, originario di Corigliano-Rossano e professore di Fondamenti chimici delle tecnologie alla Ca’ Foscari di Venezia, ha contribuito ad un’importante scoperta che riguarda il tanto discusso granchio blu. “Il team di ricerca cafoscarino – si legge nella nota dell’Università – ha brevettato la possibilità di trasformare la chitina in nanomateriali intelligenti con proprietà funzionali utili in diversi campi di applicazione che spaziano dalla biomedicina, al packaging biosostenibile, fino al restauro e la conservazione di materiale scrittorio.
Secondo i risultati della ricerca infatti, la chitina, contenuta nei crostacei, può quindi essere impiegata per arrivare a realizzare addirittura uno smalto o un cerotto. Ed è qui che entra in gioco il tanto discusso granchio blu che – come si legge nella nota – “rappresenta attualmente un’enorme sfida per l’industria ittica del nordest. La sua presenza ha creato una vera e propria emergenza. Il guscio di questo granchio è incredibilmente ricco di chitina. Il team di ricerca dell’Università di Ca’ Foscari sta attualmente concentrando i suoi sforzi sull’isolamento della chitina da questi gusci, trasformando così la crisi causata dall’invasione del granchio in un’opportunità scientifica, tecnologica ed economica senza precedenti.
“Grazie a formulazioni ad hoc riusciamo a realizzare due prodotti con caratteristiche molto differenti tra loro” – racconta Gigli: “la prima applicazione riguarda la creazione di film flessibili. Questi film trovano impiego come patch medicali. Grazie alla loro biocompatibilità ed emocompatibilità, questi film possono essere utilizzati in applicazioni mediche. La loro composizione chimica può essere variata per ottenere film adesivi o antiadesivi con proprietà simili all’eparina, offrendo soluzioni personalizzate per le esigenze mediche”.
“La seconda applicazione – prosegue – riguarda la creazione di smalti per unghie 100% naturali. Questi smalti, disponibili in diverse colorazioni, sono notevoli per la loro attività antifungina intrinseca. Ciò li rende ideali per il trattamento dell’onicomicosi, un’infezione micotica delle unghie. Inoltre, la formulazione permette l’introduzione di composti naturali con un retrogusto amaro, contribuendo a contrastare l’onicofagia. Un ulteriore vantaggio è che questi smalti sono a base d’acqua, eliminando gli odori sgradevoli associati agli smalti tradizionali”.
