“Nonostante si trovi in stato di accusa da parte della Commissione Europea per i calendari venatori troppo permissivi (che non offrono la necessaria tutela alle specie selvatiche minacciate di estinzione) e per l’insufficiente contrasto alla caccia abusiva e all’uccellagione (come dimostra la richiesta urgente di chiarimenti trasmessa lo scorso 27 luglio alla Regione Calabria dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), la Giunta del Presidente Roberto Occhiuto è riuscita in un’impresa che appariva quasi impossibile: approvare nella seduta del 10 agosto il peggiore Calendario Venatorio degli ultimi anni”. Comincia così la nota del gruppo Adorno Odv, i volontari anti bracconaggio che hanno fortemente criticato il calendario venatorio approvato dalla Regione Calabria.
“Nessuna tutela per la Tortora selvatica, ormai praticamente scomparsa dai cieli italiani, che può essere uccisa anche in pre-apertura nei giorni del 2 e 3 settembre; né per il Combattente, che l’ISPRA chiedeva di escludere dalle specie cacciabili; tordi e cesena cacciabili fino al 31 gennaio (dunque nel pieno della migrazione prenuziale), mentre il parere ISPRA chiedeva la chiusura al 10 gennaio; addirittura chiusura al 31 gennaio per la beccaccia, il cui limite temporale negli scorsi anni era fissato al 20 gennaio e per la quale l’ISPRA chiedeva la chiusura al 31 dicembre”.
Sono solo alcuni dei rilievi mossi dall’Istituto al Calendario predisposto dalla Regione Calabria, “che pertanto appare viziato da numerose previsioni contrastanti con la normativa nazionale ed europea. Un calendario venatorio tutto improntato a soddisfare le richieste dei cacciatori, dunque, piuttosto che a tutelare la fauna selvatica, sempre più minacciata dagli effetti dei cambiamenti climatici, aggravati in Calabria dai devastanti incendi di questa estate. Un potere condizionante, quello dei cacciatori, che appare del tutto incomprensibile, se si considera che la categoria è in costante crollo numerico in tutta Italia 5ed è costituita in misura sempre maggiore da anziani, visto che le giovani generazioni sono sempre meno attratte da un’attività considerata ormai anacronistica e non hanno nessuna voglia di andarsene in giro per le campagne per sparare ad animali indifesi”.
