L’8 agosto 1956 il disastro di Marcinelle, nella maledetta miniera morirono molti calabresi

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio

Il gravissimo incidente di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio. Si trattò di un incendio che, sviluppatosi vicino al condotto dell’aria principale, riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 delle 275 persone presenti, in gran parte emigranti italiani. Immediata la mobilitazione dei soccorritori ma purtroppo i deceduti furono tantissimi. Quattro i calabresi morti nello spaventoso incendio di cui 3 reggini.

Occhiuto: “tragedia che colpì anche la Calabria”

“Oggi ricorre il 67° anniversario della tragedia della miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, in cui persero la vita 262 operai, di cui la metà italiani e molti originari della Calabria. Marcinelle è uno dei simboli della triste e dolorosa storia dell’emigrazione italiana, in cui anche generazioni di calabresi lasciarono le proprie case e i loro cari per scappare dalla povertà in cerca di un futuro migliore. Ricordiamo il dramma di quell’8 agosto 1956, le vittime e i feriti. Come Istituzioni è nostro compito non consentire che simili disastri possano ripetersi. Da parte mia e della Giunta che rappresento c’è il massimo impegno per migliorare giorno dopo giorno, il più possibile, le condizioni di sviluppo economico-sociali della nostra Regione, affinché nessuno debba sentirsi più costretto ad abbandonare la sua terra per inseguire una vita dignitosa”. Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Marcinelle, Nesci: “Governo rende onore alla memoria degli emigrati del Sud Italia”

“Da parte del Governo italiano, un forte segnale di attenzione e di rispetto per le tante vittime italiane che persero la vita nella tragedia di Marcinelle nel 1956”. Dichiara l’eurodeputato Denis Nesci (Fdi-Ecr) che aggiunge: “la presenza del Vicepremier Antonio Tajani alla, con la famiglia Reale del Belgio, alla commemorazione di un tragico evento dell’esplosione della miniera a pochi chilometri da Chaleroi, rende onore alla memoria degli emigrati del Sud Italia”.

“Nel 1956, nella miniera di carbone di Marcinelle, di Bois du Caizer, un cortocircuito causò un incendio che portò alla morte 262 persone. Solo in dieci si salvarono. I minatori rimasero senza via di scampo, soffocati dalle esalazioni di gas. Dei 262 operai morti ben 136 erano italiani. E di questi 136 emigrati italiani – ricorda Nesci – quasi tutti provenienti dal mezzogiorno d’Italia. La metà erano abruzzesi, e buona parte erano calabresi originari di Reggio Calabria, Cosenza, San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano, Santa Severina, Rocca Bernarda, Savelli, Scandale, di tutta la Sila e dell’intero Marchesato di Crotone”.

“Marcinelle, è ricordato come uno degli incidenti più sanguinosi sul lavoro, e rappresenta un simbolo di sofferenza e coraggio. Una tragedia, per la quale nessuno ha mai pagato, fu il vessillo dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano, con ignobili condizioni di lavoro, per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale. Quei calabresi, costretti a vivere in condizioni disumane, in catapecchie e senza acqua, in una tessitura sociale sporcata da un razzismo diffuso, indotti a lavorare senza diritti – conclude Nesci – sono l’emblema di una voglia di riscatto e di emancipazione che oggi il Governo della nostra nazione onora e ricorda”.