26 giugno 2023. Silenzio. C’è la pennichella pomeridiana e gli uccellini cantano. E la Reggina? E la Reggina aspetta. Una vita di attese. Aspetta la Reggina, aspetta la città, aspettano i calciatori, aspetta il mister, aspettano i dipendenti. E il tempo passa. La Reggina ha perso buona parte della sua struttura societaria. Non c’è più un Presidente, non c’è più il CdA. Tutti dimessi. Un uomo solo è al comando, il patron Felice Saladini.
I meriti di Saladini e un’iscrizione che non preoccupa, ma poi?
Il patron Felice Saladini ha avuto il merito, pur con tanti errori, di ripianare i debiti di una società che boccheggiava da anni, rilanciando l’entusiasmo con l’ingaggio di Inzaghi e con l’obiettivo playoff centrato. Ha reso il club di nuovo appetibile, si direbbe. Ma ora? La preoccupazione principale in città (anche per questioni tempistiche) è rivolta all’iscrizione. Ma siamo sicuri che sia davvero il primo e vero problema? Almeno in questo caso, l’indirizzo è univoco: fiducia e ottimismo, da più parti e al netto dei titoloni di giornali del Nord che in B vogliono a tutti costi il Brescia. La Covisoc, organo giudicante e chiamato a visionare le carte per l’iscrizione, è stata al Sant’Agata una decina di giorni fa ed è sembrata tutto meno che preoccupata. La direzione è quella: la Reggina ha seguito una Legge di Stato, Federazione e Lega sbraitano ma il percorso amaranto è seguito da un Tribunale e in quanto a trasparenza (il Tribunale sì) non si può incorrere in dubbi. Poi, riflettiamo: un imprenditore “lancerebbe” davvero 5 milioni di euro sul tavolo in un solo giorno senza avere garanzie? Insomma: no problem. Garantisce Saladini.
Nell’intervista al Corriere dello Sport, il passaggio sull’iscrizione è l’unico – passateci il termine, e ce lo passi anche lui – “sensato”. Lui ha confermato semplicemente l’ottimismo e la fiducia che permane dall’interno, rassicurando Balata. E fino a qui ci siamo. Ma riavvolgiamo il nastro: è davvero l’iscrizione il problema principale? A nostro avviso no.
Le “ombre” sulla cessione e i dubbi irrisolti
Tutti gli altri passaggi affrontati nell’intervista, infatti, non ci convincono. E’ quasi come se Saladini non avesse detto nulla. Ma vuole andare via oppure no? C’è davvero qualcuno pronto ad acquisire il club o è stata tutta una “strategia” per “rimuovere” il Presidente Cardona, utile alla causa finché c’è stato bisogno ma – magari – “bocciato” da Saladini stesso nel percorso di quest’anno? Dalle parole dell’imprenditore lametino sembrerebbe forte la volontà di cedere. Non ce la fa più, forse pensava fosse meno difficile, forse non pensava di farsi così tanti nemici tra i vertici del calcio dopo la questione omologa.
Però, però, e ribadiamo però, cosa significa “stiamo lavorando su più tavoli” in riferimento alla cessione? C’è qualcuno di concreto davvero? E’ pronto a firmare? Perché tutti, anche vicine e interne fonti societarie, brancolano nel buio? Perché al Sant’Agata sono giorni di totale “abbandono”? Nessuno sa, nessuno ha idea del futuro, nessuno sa come “muoversi”. Bertarelli potremmo anche evitare di nominarlo, ma secondo quanto ci risulta anche Bruno Grande sembrerebbe essere solo e soltanto “fumo”. Si è sgonfiato, dopo il rilancio di Sky qualche giorno fa. Evidentemente, non sanno neanche loro. E Saladini non parla. E, se parla, non dice nulla, perché nell’intervista di ieri (di cui non tutti sapevano in società) non ha svelato alcun dettaglio aggiuntivo a quanto già si sapeva.
L’anno scorso, prima dell’avvento di Saladini, il suo nome circolava già da un po’, anche se non pubblicamente. Tutti sapevano fosse lui il compratore, unico e solo interessato dall’inizio, al netto delle voci su presunti fondi (inesistenti) messe in mezzo per far accrescere l’interesse sul club. Ad oggi, neanche quello, perché i nomi fatti vengono sgonfiati e nessuno sa niente. E allora, ribadiamo: c’è davvero qualcuno o è tutto un bluff?
Inzaghi, manto erboso Granillo, ritiro: è tutto fermo
Qualora avanzasse la seconda ipotesi, e quindi restasse Saladini al comando, perché si è totalmente fermi? Sì, lo possiamo dire: si è totalmente fermi. Dai vertici alla parte tecnica fino a questione ritiro, abbonamenti, manto erboso Sant’Agata e Granillo. Il CdA, e il Presidente, non ci sono più. E poi la questione Inzaghi. In quest’ultimo mese il mister non si è sentito con la proprietà. Né con Saladini, né con Ferraro, né con il dimissionario Cardona. Le scorie della Primavera, concluse con la serata di Reggina-Ascoli, hanno lasciato il segno. Saladini e Cardona non erano neanche presenti alla presentazione del libro la settimana scorsa, a differenza di Ungaro, Taibi, Giusva Branca e il responsabile comunicazione Giuseppe Sapienza. E oggi siamo al 26 giugno.
Sul ritiro si è sondato il terreno, dal Trentino all’Umbria fino alle ultime ipotesi Campania o Sila, ma non c’è l’ok dall’alto, non c’è l’ultimo passo, non si accelera. Idem sugli abbonamenti, per cui si sta studiando cosa fare, ma senza orientamento visto che non si sa l’allenatore e non si parla di mercato. E il manto erboso? Bella scoperta! Sarà il trecentesimo anno di fila che in estate il terreno del Granillo si presenta in questo periodo come un campo di patate (vedi foto sotto, è di ieri). E’ vero che mancano due mesi, ma perché abbandonarlo? E’ passato un mesetto dall’ultima gara, nessuno se ne è occupato più. Stessa situazione dello scorso anno, ma 12 mesi fa la “giustificavamo” per via del cambio di proprietà. Ora che succede? L’azienda che se ne occupa ha avuto problemi? Il Comune che fa? E perché la società non sollecita? C’è totale disinteresse e il serio rischio che anche nella prossima stagione le prime due partite vengano giocate fuori casa, anche perché dovranno essere effettuati dei lavori sull’impianto di illuminazione e per questo la società ha indicato un eventuale stadio alternativo per le partite interne.
E così, mentre quasi tutti i club (a parte Spezia e Cosenza, che comunque hanno giocato uno spareggio e comunque sono a un passo dall’annuncio) hanno ufficializzato allenatore e data e sede del ritiro, sullo Stretto non si sa nulla. Come e peggio dello scorso anno. Non si parla di allenatore, non si parla di calciomercato, di rinnovi, di trattative. Niente, il nulla cosmico. Totale abbandono. Saladini, nel comunicato di qualche giorno fa, aveva detto che avrebbe aggiornato circa gli sviluppi della trattativa. Dispiace dirlo, ma nell’intervista di ieri non lo ha fatto. E’ passata una settimana da quel comunicato e non ci sono novità su nulla. E’ impossibile da contattare e se anche si riesce lui rimanda a suoi uomini di fiducia, di Brescia…
Tutto ci saremmo aspettati, dopo il terremoto della scorsa estate, meno che di viverne uno forse anche peggiore. Perché se 12 mesi fa gli alibi c’erano, questa volta scarseggiano. Reggio Calabria sarà anche una città povera, depressa, sottoculturata, pronta ad accogliere qualsiasi forestiero speculatore come un messia al punto da idolatrarlo, renderlo cittadino onorario, ergerlo ad eroe salvatore della città. Ma a tutto c’è un limite. E’ vero che la Reggina è ancora viva, ma è anche vero che Reggio ha sempre risposto presente. Ha riempito il Granillo con numeri da serie A. Ha avuto pazienza, sopportato di tutto e di più. Non merita l’ulteriore umiliazione di questi giorni. E’ una città povera, ma che non ha perso la sua dignità. Una dignità che non può essere calpestata oltre. Questa città merita chiarezza…

