Caso Reggina, Jacobelli: “la carta per neutralizzare la penalizzazione”. C’è un precedente

L'articolo del giornalista Xavier Jacobelli sul Corriere dello Sport in merito al caso Reggina e a una "carta" citata per neutralizzare la penalizzazione

Il giornalista del Corriere dello Sport, Xavier Jacobelli, è tornato a parlare del “caso Reggina” a qualche ora dalla ulteriore penalizzazione comminata al club. Nel suo articolo sul quotidiano romano, Jacobelli parla di una “carta” che la società dello Stretto può utilizzare per neutralizzare la penalizzazione. “Come richiesto stamane dalla Procura Figc – si legge – il Tribunale Federale ha comminato altri 4 punti di penalizzazione alla Reggina, nel secondo procedimento a carico del club calabrese che paga la distonia fra la legge Salva Aziende dello Stato e le norme dell’organizzazione sportiva che presentano una vistosa lacuna, da colmare in tempi brevi, così come brevi dovranno essere i tempi dei due gradi successivi di giudizio”.

“Scopo: arrivare a un verdetto definitivo prima del 26 maggio, quando scatteranno i play off, ai quali la Reggina conta di partecipare qualora se li fosse meritati sul campo e non dopo averli persi nelle aule della giustizia sportiva per colpe non sue. La società di Felice Saladini ha reiterato più volte la sua determinazione ad adempiere agli obblighi previsti dai regolamenti, ma non ha potuto farlo perché non ha ricevuto l’omologa del Tribunale al piano di ristrutturazione dei debiti delle gestioni precedenti che il club di Saladini si è accollato e intende onorare”.

E poi, dopo aver citato l’interpellanza dell’Onorevole Cannizzaro, Jacobelli svela la “carta” sopracitata: un precedente recente. “Stamane, in sede di Tribunale Federale – si legge – i legali reggini hanno citato il precedente del Catania, stagione 2019/2020, che alla fine venne prosciolto dopo essere stato deferito per una situazione analoga alla calabrese. La sentenza della Corte d’Appello Federale è datata 9 novembre 2020. Ed è ben presente a chi dovrà giudicare in sede di secondo e terzo grado di giudizio”.