Made in Calabria, Maria Idone: “valorizzare eccellenze culinarie calabresi attraverso cultura e conoscenza”

Maria Idone, responsabile del dipartimento provinciale rapporti con il commercio di Fratelli d'Italia, sottolinea l'importanza della conoscenza e della promozione delle eccellenze culinarie calabresi

“Per i calabresi la cucina nasce come necessità per poi diventare elemento di identità etnica e in fine, grazie alle contaminazioni ed alla ricerca dell’adattamento alle caratteristiche ed alle materie prime dei vari areali presenti nella nostra realtà territoriale, la tradizione ha saputo valorizzare le differenze ed è diventata Cultura, Passione, Arte e la sua conoscenza è diventata piacere e quindi commercio. Commercio di materie prime, di prodotti lavorati ma anche di preparazioni che presuppongono un turismo gastronomico che ha già raggiunto livelli economici importanti. Il made in Calabria è sempre più sinonimo di qualità, caratterizzato da eccellenze per ora di nicchia.

Molti prodotti hanno superato il gradimento dei mercati locali per essere conosciuti ed apprezzati anche altrove (Italia, Europa, Americhe, Australia ed ora anche Cina e Giappone). La nostra terra ci regala un’infinità di prodotti che rendono i nostri piatti della tradizione unici al mondo. Chef di caratura internazionale, li utilizzano per realizzare pietanze uniche. Un orgoglio che dovremmo imparare ad apprezzare per contribuire ad implementare ed ulteriormente valorizzare il nostro patrimonio.

Maria Idone, responsabile del dipartimento provinciale rapporti con il commercio di Fratelli d’Italia, attraverso uno studio meticoloso della storia e delle tradizioni di ciascun comune, grazie all’aiuto di storici, di chef, di giornalisti, di agronomi, di artigiani trasformatori e di commercianti si prefigge di operare una ricerca di quei prodotti meritevoli di essere valorizzati per le loro caratteristiche e per la storia secolare. Lo scopo è principalmente quello di preservare le tradizioni diffondendo la consapevolezza del valore storico, antropologico, etnico, a volte anche strategico e salutistiche che questi prodotti hanno, in modo tale da poterli in primo luogo proteggere e preservare per poi farli conoscere anche per quelle loro specifiche caratteristiche che potranno esser un ulteriore elemento di aiuto al loro successo commerciale.

Molti prodotti hanno già raggiunto il riconoscimento della qualità: la cipolla dì Tropea, il peperoncino di Soverato, la liquirizia di Corigliano-Rossano, il bergamotto del reggino, il cedro di Santa Maria, la gassosa al caffè di Locri, la ‘nduja di Spilinga-Zungri , il torrone di Bagnara, il tonno di Pizzo, il Greco di Bianco, tanto per citarne alcuni. Ma in realtà, c’è tanto altro da scoprire! E di molti di questi prodotti c’è tanto da raccontare in termini di storia e dei motivi della loro affermazione. Il perché della festa con le “frittole”, in alcune zone, mentre in altre con la “capra”. O, ad esempio, cosa sta dietro il “BISCOTTO di grano”. Questo era merce di scambio tra la popolazione di terra e gli equipaggi delle imbarcazioni, che transitavano lungo le coste. Perché questo era un prodotto a lunga conservazione.

A Reggio piuttosto che a Cannitello quegli equipaggi che si dovevano fermare per fare mercato nelle fiere più importante dell’epoca, spesso “barattavano” con i locali le loro mercanzie con il “biscotto” questo prodotto ebbe tale successo tra il 1200 ed il 1800, che addirittura quando la nostra area fu sotto la dominazione spagnola divenne la fornitrice esclusiva del prodotto per la flotta del regno di Spagna. Non solo di quella del Mediterraneo ma anche di quella dell’oceano Atlantico. E fu sulle navi che nasce il “biscotto accaponata” ovvero quella sorta di insalata fatta con pomodori (se ci sono) cipolla, capperi, origano, e condita con olio d’oliva, previa bagnatura del biscotto.

I nostri Centri costieri erano a quel tempo produttori di vini, di zucchero, di agrumi e di seta che fu il principale prodotto dell’areale dello Stretto fino alla fine dell’800. Ma lo stesso vale per ogni altra area e per ogni altro prodotto, cha sia il pane di Platì piuttosto che di Ciaramida, che siano le peparelle di Villa piuttosto che lo stomatico di Taurianova, che siano le mustazzole di Seminara piuttosto che di Soriano, che sia il pesce stocco di Mammola piuttosto che di Cittanova ecc. ecc.

Il dipartimento sarà promotore dell’individuazione e della classificazione di questi tesori non ancora sufficientemente riconosciuti per promuoverne la valorizzazione. In quanto detentori di un potenziale commerciale da non sottovalutare per la storia che possono raccontare e per le loro peculiarità che devono essere conosciute e preservate. Investire sulla consapevolezza di ciò che si possiede per difendere e divulgare i contenuti culturali della migliore tradizione di una terra ricca di storia che può e deve ancora dare lezioni di civiltà al mondo, deve essere l’obiettivo primario su cui lavorare. La ricerca dei buoni sapori è certamente un’attività che incontrerà facile seguito e successo”. È quanto afferma in una nota Maria Idone, responsabile del dipartimento provinciale rapporti con il commercio di Fratelli d’Italia.