Ponte Lambro, periferia di Milano, è diventato il centro della cronaca italiana degli ultimi giorni. Riflettori puntati sull’appartamento di via Parea 16, quello nel quale è stato trovato il corpicino della piccola Diana, la bimba di 16 mesi abbandonata dalla madre e morta di stenti. Un caso di cronaca che ha scioccato l’opinione pubblica. La madre, Alessia Pifferi, è stata arrestata per omicidio volontario pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Si indaga sui motivi che hanno spinto la donna a compiere un gesto del genere, in piena consapevolezza, come avrebbe dichiarato aspettandosi che la morte della figlia “sarebbe potuta succedere“.
Una scelta lucida da parte di una figura enigmatica. Una parte del suo profilo viene tracciata dalle testimonianze di vicini e persone che hanno avuto contatti con lei nei momenti precedenti a quanto accaduto. Alessia Pifferi “diceva di essere una psicologa infantile e di saperci fare con i bambini“, riporta l’Eco di Bergamo. La piccola Diana è nata a Leffe, in casa, il 29 gennaio 2021. La madre non si sarebbe accorta della gravidanza fino all’ultimo. Una negoziante, ai microfoni del quotidiano bergamasco, rivela: “mi aveva detto che doveva andare in gita con il compagno e che la figlia gliel’avrebbe tenuta la mamma, ma che poi era saltato tutto perché la madre si era ammalata di Covid e, alla fine, era pure morta“. Alessia Pifferi aveva raccontato di dover andare in Calabria per i funerali della madre.
Eppure la donna, originaria di Crotone, è viva e vegeta. La nonna della piccola Diana si è infatti presentata a Ponte Lambro, presso l’appartamento della figlia, con due borse della spesa. Ai giornalisti ha intimato: “allontanatevi o vi denuncio“, prima di entrare nell’abitazione.
