Il campanello d’allarme lanciato da OXFAM in occasione del forum economico mondiale di Davos in materia di disuguaglianze “è devastante oltre che preoccupante in quanto evidenzia l’aumento sproporzionato della ricchezza economica dei pochi a discapito dei tanti poveri del mondo”. E’ quanto afferma in una nota il presidente Antes Calabria, Cataldo Nigro. “Una denuncia articolata – prosegue – ed un segnale di contrarietà va indirizzata con la dovuta urgenza, ad alta voce e tanta determinazione ai leader governativi del mondo perché non è più sostenibile un sistema economico tanto squilibrato che consente l’incremento vertiginoso dei ricchi a danno dell’impennata di nuovi poveri sempre più numerosi: fragili, senza diritti, sfruttati ed esclusi”.
La pandemia della disuguaglianza è il rapporto che sottolinea come, “per il secondo anno consecutivo, la pandemia ha colpito gli abitanti del pianeta in modo ben diverso: per usare le parole del Segretario Generale dell’ONU” galleggiamo tutti nello stesso mare, ma è altrettanto chiaro che alcuni viaggiano in super yacht mentre altri sono aggrappati a rottami alla deriva. In questi due anni di pandemia reale la ricchezza dei 10 uomini più ricchi del mondo è raddoppiata ad un ritmo di 15,000 dollari al secondo. Ogni 26 ore è nato un nuovo miliardario, e di questi 40 lo sono grazie ai profitti provenienti dalla vendita di vaccini, terapie, test e dispostivi di protezione individuali. Il fondatore e presidente di Amazon, Jeff Bezos, nei primi 21 mesi della pandemia ha guadagnato 81,5 miliardi di dollari in più: una cifra – ci dicono gli studiosi del fenomeno – che equivale al costo completo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l’intera popolazione del mondo”.
A tale proposito “è opportuno ricordare che i redditi del 99% della popolazione mondiale sono peggiorati a causa del Covid,19, e si stima che 163 milioni di persone nel mondo siano cadute in povertà – continua Cataldo Nigro – . Di questi, un milione di persone e 400.000 famiglie più povere si trovano solo in Italia. Le disuguaglianze economiche e sociali che dilaniano le varie società non sono un caso o un destino, oppure una bestemmia divina ma frutto di scelte perpetrate nel tempo soprattutto quando le decisioni politiche economiche e sociali vengono attuate dalle persone più ricche e potenti del globo. Tale metodo di gestione nuoce sempre più a tutti noi e più di tutti ai più poveri e fragili, alle donne, agli uomini e ai bambini che ogni giorno affrontano sfide impensabili per bere, nutrirsi e curarsi”.
“Occorre pertanto – conclude il presidente Anteas Calabria – una inversione di tendenza ed una mobilitazione delle coscienze tese ad eliminare ingiustizie e abusi nella consapevolezza che sono in gioco i progressi compiuti nella lotta alla povertà e si stanno vanificando anche i risultati raggiunti, con tanta fatica. Oggi è importante ricordare ai leader mondiali di governo che loro hanno il dovere morale di promuovere misure nell’interesse dei più e non dei pochi, per creare un futuro di uguaglianza che si nutre di lavoro e non di sfruttamento, di diritti e non di abusi, di regole democratiche e non di decisioni di parte che alimentano ingiustizie e disparità con il rischio latente di spezzare i legami che tengono insieme la comunità civile, fatta di persone dignitose che amano i diritti quanto i doveri”.
