Il primo turno delle elezioni comunali in Calabria della scorsa domenica ha lasciato strascichi evidenti. Nella Lega, in particolare, le due anime, quella di Nino Spirlì e di Giacomo Francesco Saccomanno, non le hanno mandate a dire. L’ex vicepresidente della Regione è durissimo: “dopo questa scoppola epocale, mi auguro che tutta la pletora di incompetenti e gnegnè si levi di torno. C’è bisogno di serietà e credibilità, nel fare Politica”.
Più articolata la risposta del Commissario regionale del Carroccio: “la Lega in queste amministrative non ha fatto delle figuracce, ha solo partecipato ad una competizione ove ancora vi sono risultati in sospeso e, quindi, mi pare frettolosa un’analisi a metà. Pochi comuni importanti ove siamo stati presenti e per la prima volta abbiamo avuto consiglieri con il simbolo Lega. Palmi è stato un successo sia per essere riusciti a presentare una lista e sia perché, per la prima volta nella storia, abbiamo avuto un consigliere comunale Lega: Anna Bagalà. Tenendo presente, cosa che sembra essere stata scordata, che la coalizione è stata pesantemente sconfitta e che FdI non ha nemmeno preso un consigliere! Questo è stato dimenticato! Così come si è dimenticato che a Villa San Giovanni, pur dinnanzi ad una sconfitta inspiegabile del centro destra, la Lega ha avuto eletta il proprio referente comunale, Stefania Calderone. Ed a questo bisogna aggiungere i tanti consiglieri comunali che sono stati eletti nelle liste civiche e che faranno a breve il passaggio in Lega. A Catanzaro, poi, vi è stato un gioco di squadra e, quindi, gongola tutta la Lega. Infine, la provincia di Cosenza. Sono al ballottaggio le città più importanti: Paola e Acri, ove vi sono candidati Lega”.
“Quindi –prosegue– prima di fare qualsiasi analisi è necessario attendere i risultati definitivi. È vero che in tre piccoli e quasi sconosciuti comuni non vi sono stati grandi consensi. Ma, forse vi saranno dei consiglieri comunali! Ma, non è certo per tre minuscoli paesini che la Lega ha avuto una tornata da incubo. Una corretta lettura dimostra invece che il partito si è maggiormente radicato nel territorio e che si sta preparando adeguatamente alle prossime competizioni. Infine, non possiamo non evidenziare che in molti comuni vi è stata la sconfitta del centrodestra per essere stato il sindaco scelto da Forza Italia e che le diatribe interne hanno poi portato alla sconfitta. Questa è un’analisi oggettiva, corretta e imparziale. Pur avendo le provincie organi propri che hanno gestito le elezioni, come commissario regionale sono più che contento di come sono andate le cose e posso dire a gran voce che ci siamo rafforzati nei territori e che abbiamo inserito diverse bandierine nei comuni che sono andati al volto. Se qualcuno non è contento se ne faccia una ragione”, conclude Saccomanno.
