“Il suo nome è Clara Stella Vicari Aversa, architetta siciliana, 50 anni, di Messina, e tutti noi le dobbiamo tantissimo”. Si apre così il post pubblicato sui social dal noto giornalista Lorenzo Tosa, che ha commentato l’operazione ‘Magnifica’, in cui sono rimasti coinvolti diversi importanti membri dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Agli indagati, che sono in totale 52, contestati anche fatti che attengono alla gestione dei lavori pubblici riguardanti l’ateneo e alla relativa gestione finanziaria e contabile. “Era il 2008 quando Clara Stella Vicari Aversa ha partecipato per la prima volta a un concorso per un posto come ricercatrice all’università di Reggio Calabria – ricorda Tosa – . Ma si è accorta subito che qualcosa non andava e che per quel posto venivano ripetutamente selezionate figure non idonee, con procedure anomale e una serie incredibile di vizi ed errori. Così ha fatto la cosa più ovvia: ha fatto ricorso. E lo ha vinto. Ne ha vinti ben 40, senza che tuttavia nulla cambiasse”.
Anzi, si legge ancora nel post Facebook, “di lei i vertici dell’ateneo dicevano nelle intercettazioni: “È tornata alla carica quella grandissima put***”. “Non possiamo farci mettere in scacco da quella str****”. Fino a che non ha capito che la sola via amministrativa non sarebbe bastata e ha deciso di denunciare tutto in Procura. Oggi, a distanza di 14 anni dal primo concorso, la sua denuncia ha portato all’interdizione del rettore Santo Marcello Zimbone (per 10 mesi) e del prorettore Pasquale Catanoso (12 mesi), oltre ad altri sei tra docenti e funzionari. Una vittoria personale dal valore enorme per questa donna coraggiosa, che con una dignità e una dedizione incrollabili, letteralmente da sola, si è messa contro un intero sistema di potere baronale e maschile. E, alla fine, ha vinto. Credo che tutta Italia dovrebbe dire grazie a questa donna”.
