Ha fatto il giro d’Italia l’operazione “Magnifica” condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha eseguito l’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale interdittiva emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea. Tra questi anche il rettore, Santo Marcello Zimbone, ed il suo predecessore, Pasquale Catanoso, attuale prorettore vicario. In totale sono 52 indagati nell’indagine della Procura di Reggio Calabria. A commentare la vicenda anche il senatore Nicola Morra, Presidente della Commissione antimafia, che tramite il suo account social scrive: “aggiustavano i concorsi per far passare docenti amici e protetti e vedersi assegnare una borsa da ricercatore. Anche all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, le procedure di selezione per professori e ricercatori erano pura formalità. Fino a che una donna dalla schiena dritta, Clara Stella Vicari Aversa, architetto non risultata vincitrice di un concorso per ricercatore, non ha fatto ricorso al Tar, portando alla luce il sistema illecito”.
“E qui – prosegue Morra – la bassezza di chi distruggeva il merito e il futuro di molti giovani è emersa ancora, sotto forma di volgarità sessista: ‘È tornata alla carica, questa grandissima buttana’, sbottava così al telefono il rettore dell’Università al centro dello scandalo, Marcello Zimbone, intercettato nell’ambito dell’inchiesta “Magnifica”. L’operazione vede iscritte nel registro degli indagati ben 52 persone, tra cui lo stesso rettore, interdetto dalle sue funzioni per 10 mesi, e il suo predecessore, il pro rettore vicario Pasquale Catanoso, sospeso per 12 mesi. La mia solidarietà e il mio grazie a Clara Stella Vicari Aversa per aver permesso di smantellare questo scandalo e a tutte le persone che negli anni hanno denunciato anomalie simili nelle Università italiane. Il merito torni al centro. Solo così costruiremo un futuro migliore per il nostro Paese”, conclude Morra.
