Le lacrime e la paura per la guerra nel suo Paese, ma la certezza di non essere lasciata sola. Valentina, giovane ragazza ucraina, ha sentito la solidarietà della Calabria e del suo popolo, sempre ospitale e dal grande cuore. “Potrei gridarlo dalla montagna più alta o dipingerlo sulla faccia della Luna… Ma per quanto possa proclamarvi la mia riconoscenza, non v’è modo in cui possa mostrarvi interamente quanto vi sono grata. A tutte le mamme e tutti i bambini. Grazie!”, ha scritto pubblicamente in un messaggio social. Valentina è originaria della città ucraina di Kirovograd, ma da tempo vive e lavora nella cittadina presilana di Chiaravalle.
Tanti gli attestati di solidarietà e le azioni concrete di aiuto che sta ricevendo dai residenti di Chiaravalle Centrale, vicini alle vicende che riguardano ovviamente la guerra causata dall’invasione delle truppe russe. Non solo l’abbraccio della preghiera in chiesa, tra le bandiere della pace e dell’Ucraina. Il sindaco, Domenico Donato, ha attivato quella che è stata definita “una straordinaria macchina dell’accoglienza”, mettendo subito a disposizione “grazie alla collaborazione generosa di tanti cittadini” oltre novanta posti letto per dare ospitalità alle famiglie in fuga dalla guerra. La Calabria intera si sta mobilitando per ospitare i profughi ucraini e grazie ad una delibera del presidente Roberto Occhiuto, ai sindaci basterà inviare una richiesta per mettere a disposizione il proprio Comune.
Anche la trasmissione Mediaset “Le Iene”, sul proprio sito cita l’esempio di Chiaravalle, indicando la città calabrese tra le possibili mete per i rifugiati dell’Est in cerca di asilo. “Un ringraziamento particolare al sindaco Domenico Donato – ha scritto Valentina Buzhynska – . Fare il sindaco non è un lavoro da grigi burocrati destinati a una carriera sicura. È un’esperienza che si nutre di passione e di commozione. E che incrocia la vita negli snodi più delicati. Grazie di vero cuore per la vicinanza espressa attraverso il gesto semplice ma importante per me, per la mia famiglia, per il mio popolo, per la terra dove sono nata”.
