“Ma la Calabria è in Italia o in Burundi?”: la morte di Ginevra, le lacrime di Mesoraca, la commozione e le promesse di Occhiuto su La7

Il confronto tra il presidente Occhiuto e i cittadini di Mesoraca, località in provincia di Crotone che ha visto da vicino il dramma di una bimba di 2 anni morta Covid

Sui programmi La7 si continua a parlare ancora della sanità in Calabria e della tragica morte di Ginevra, la bimba due anni che ha vissuto un vero e proprio calvario prima di arrivare all’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove poi è morta a causa del peggioramento delle sue condizioni. “Quando si parla della Calabria sembra di stare in un’altra Nazione, dove chi si ammala rischia di non essere curato”, ha introdotto il tema Corrado Formigli, conduttore di PiazzaPulita. Il servizio realizzato dalla redazione ripercorre tutta la vicenda ed interessanti sono le parole pronunciate all’ospedale Pigliese-Ciaccio di Catanzaro dalla dottoressa Maria Laura Guzzo“noi ricoveriamo i bambini in Rianimazione, l’opportunità che volevamo dare alla bambina era l’Ecmo. Il problema è che in Calabria non viene effettuata dal punto di vista pediatrico, abbiamo così chiamato il Bambino Gesù che si è dato ovviamente disponibile. Ecco dopo la chiamata alla Prefettura e quindi il volo con l’Aeronautica militare da Lamezia Terme”.

Ginevra però non è un caso isolato, in Calabria ci sono paesi completamente isolati dove ogni giorno potrebbero avvenire episodi del genere, è per questo che i concittadini della piccola, originaria di Mesoraca, hanno chiesto di poter essere ascoltati in diretta tv, cogliendo per l’occasione la presenza del presidente e Commissario Roberto Occhiuto“Qui non si muore solo di Covid, si muore perché non ci sono le ambulanze, si rischia anche con un principio di infarto. Non ci sono le strutture, i reparti, non è accettabile questa situazione, siamo indignati perché non abbiamo gli stessi diritti degli altri cittadini italiani, non si può vivere in queste condizioni, basta essere considerato uno scarto”, afferma una cittadina quasi in lacrime.

Il presidente è in studio per affrontare il tema e ci ha messo la faccia. Dalle inquadrature si nota visibilmente la sua commozione, gli occhi lucidi, quanto sia afflitto per l’accaduto e lo sfogo dei calabresi. “Guardare un feretro bianco uscire da una chiesa è una vista che sconvolge tutti, il mio compito però non è quello di dirmi sconvolto, ma quello di tentare di cambiare la sanità in Calabria e di dare delle risposte – afferma Occhiuto – . Ho chiesto al dipartimento della Salute le testimonianze, c’è un’indagine aperta che accerterà se si è trattato di un episodio di malasanità o se i medici non hanno alcuna responsabilità. In Calabria la verità è che manca la sanità, le ambulanze arrivano tardi, non ci sono presidi territoriali. Noi fino a 12 anni fa avevamo 42 ospedali, il commissariamento ha generato uno scadimento delle prestazioni sanitarie, non ha nemmeno accertato il debito, questo è avvenuto perché tutta la politica ha fatto gravi errori”.

Da qui la promessa di Occhiuto per Mesoraca: “c’è un investimento di 5.5 milioni di euro, i lavori inizieranno nelle prossime settimane per fare del poliambulatorio una casa di salute. Ma faccio presente che al mio arrivo c’erano 86 milioni di euro che si potevano investire e nessuno aveva programmato. C’è stato un pregiudizio del Governo nazionale, il problema è chi è stato mandato qui in Calabria. La ‘ndrangheta fa schifo, ma non deve essere un alibi. Hanno inviato Comandanti dei Carabinieri, Prefetti, ma mai nessuno che abbia competenze di dirigenza sanitaria. Io ho trovato una Regione in piena emergenza Covid che non aveva il piano operativo Covid e nonostante ciò siamo stati al primo posto in termini di campagna vaccinale. Abbiamo vaccinato anche all’interno delle scuole. La Calabria è un disastro da questo punto di vista, ma ci sono medici con energie incredibili”.

In conclusione il presidente Occhiuto viene invitato dai giornalisti presenti in studio ad assumere personale medico a tempo indeterminato: “molti professionisti scelgono di andare a lavorare in altre Regioni perché in Calabria non avrebbero un contratto adeguato”. “Ho già autorizzato 200 assunzioni a tempo indeterminato all’ospedale di Cosenza spiega il presidente – . Io sono qui da tre mesi, devo risolvere i problemi, non posso andare a cercare di chi è la responsabilità di errori fatti in passato. In provincia di Reggio purtroppo ci sono aziende ospedalieri fatiscenti. Sulla carenza di personale riguarda la provincia di Reggio, dovrebbero fare 500 assunzioni e non riescono a farle, ho chiesto aiuto al presidente di Agenas”.