Ci risiamo: i pendolari dello Stretto devono per forza prendersi il Coronavirus con misure sempre più assurde e controproducenti [FOTO]

I pendolari dello Stretto di Messina sembrano essere diventati quasi delle vittime sacrificali, in nome di una lotta al Coronavirus fatta con le armi sbagliate

E’ da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus che i pendolari dello Stretto di Messina sembrano essere diventati quasi delle vittime sacrificali. Si è iniziato diminuendo le corse dei traghetti. L’intento era quello di far diminuire il numero delle persone che si spostavano da una regione all’altra, ma l’effetto è stato ben diverso e alquanto deleterio: sulle poche navi disponibili nel corso di una giornata si ammassavano calabresi e siciliani, per lo più operatori sanitari, membri delle forze dell’ordine e militari dell’Esercito, che ogni giorno si spostano e navigano per lavoro. Il risultato? Semplice: un aumentato rischio di infettarsi, soprattutto vista l’impossibilità di mantenere le distanze di sicurezza. Capito l’errore è stata aggiunta qualche corsa in più, senza tuttavia tornare ai regimi normali e al numero di traghettamenti che in genere si registrano in ‘tempo di pace’. A quel punto, però, restavano gli assembramenti, in parte, e le lunghe code agli imbarchi e agli sbarchi. Oltre che, ovviamente, le centinaia di persone che ogni giorno arrivavano dal Nord e avevano tutto il diritto di traghettare perché, in buona parte dei casi, residenti in Sicilia.

Ora, a peggiorare la situazione, è arrivato un nuovo strumento che, secondo la Regione Sicilia, doveva snellire il traghettamento e rendere più fluidi i controlli: il Tesserino del Pendolare. Prima che entrasse in vigore, all’inizio della scorsa settimana, era stato descritto come la soluzione perfetta, utile ad attraversare senza tempi di attesa, soprattutto in caso di pendolari che si spostano quotidianamente. Questo si diceva, sulla carta. Perché in realtà la situazione è ben diversa: le prime due foto presenti nella gallery in alto a corredo dell’articolo sono state scattate questa mattina da pendolari costretti ad attendere e a fare file interminabili. Ci hanno scritto: “Il Tesserino del Pendolare ha peggiorato la situazione, paradossalmente fanno più in fretta quelli che presentano la semplice autocertificazione”.

Oltre a queste segnalazioni sono due le mail arrivate alla redazione di StrettoWeb, che riportiamo integralmente, sperando che l’ennesimo errore sollevi dubbi legittimi e si possa nuovamente correggere il tiro, in una situazione che non ammetterebbe errore. Eppure ne sono stati fatti parecchi.

Buongiorno,
Sono un pendolare che ogni giorno attraverso lo stretto per potermi recare a lavorare.
Vorrei segnalarvi quanto accade ogni giorno a causa forse di incomprensioni delle varie prefetture Reggio-Messina.
Prima di poter salire su un traghetto della linea Caronte, vengo controllato dei documenti necessari , quali documenti personali e autocertificazione.
Si può sapere il motivo che quando poi uno giunge dal lato opposto, vengono ricontrollati nuovamente i documenti?
(Vi assicuro che durante il percorso la nave non effettua fermate in mezzo al mare )
Arriviamo al lavoro tutti i giorni con minimo 40 Min. di ritardo.
E mai possibile che le due prefetture o regioni non si parlano?
Cordiali Saluti“.

La seconda segnalazione giunta alla nostra redazione, invece, è un file Word ben strutturato nel quale si è messo nero su bianco quale sia l’attuale situazione e i disagi per chi, forzatamente per motivi di lavoro, deve attraversare ogni giorno lo Stretto di Messina. “Pendolari sullo Stretto di Messina sempre più al limite della sopportazione – scrive il nostro lettore -, delle attività di controllo esercitate dai responsabili dell’Ordine Pubblico in questo periodo di Coronavirus.  Ecco cosa deve fare un Pendolare (FF.OO. E Medico), che si sposta per comprovate esigenze lavorative (vedi immagine a lato, ndr). Dove sta la logicità di chi dispone questa sovrapposizione del DOPPIO controllo Imbarco e Sbarco se una volta imbarcati su una nave saremo gli stessi a scendere a fine corsa?
Tesserino Regione Sicilia rilasciato ai Pendolari FF.OO. Medici con la registrazione dei dati e documento di riconoscimento e autocertificazione, dove sta la Logicità e la giustificazione delle singole foto degli operatori della Polizia di Stato, che producono code con DOPPIA perdita di tempo.
Lo Stato chiede sacrifici ai cittadini, ringrazia le Forze dell’Ordine ed i Medici per il loro servizio reso alla nazione, dimenticandosi che lo Stretto di Messina vive disagi quotidiani per le Illogicità dei controlli.
Invitiamo i 2 Comitati Tecnici per la Sicurezza delle Città Metropolitana Reggio-Messina ad un confronto, per rasserenare gli animi dei Pendolari, maltrattati quotidianamente“.