“Ci vuole davvero un gran coraggio a parlare oggi di Waterfront e Museo del Mare; e il Sindaco “uscente” Falcomatà, il cui mandato è scaduto lo scorso mese, ci delizia con perle di destrezza da campagna elettorale, che solo un buon allievo della più tragica scuola sinistrorsa può sciorinare”. E’ quanto scrive in una nota Ernesto Siclari, componente dell’Esecutivo Provinciale e Responsabile del Dipartimento Giustizia di Fratelli d’Italia. “E – prosegue- nel divulgare le più torve affermazioni sul tema, le sue più contraddittorie e disinibite parole si infrangono sul muro di quella verità che è stampata tutti i giorni sulla faccia incredula dei reggini. Parla di superamento dell’emergenza, della necessità avvertita di concentrarsi sulle contingenze del quotidiano, annullando di fatto una realtà che registra un livello di degrado al quale ci ha assuefatti, degno della peggiore consiliatura di tutti i tempi: la sua. Qualora non fosse giunta la notizia nelle sacre stanze del potere, fors’anche a causa di un preoccupante ed inquietante silenzio del mainstream cittadino, i reggini affondano dentro le buche sulle strade, nuotano tra un mare di rifiuti, soffrono la sete di acqua in casa e vivono nella totale assenza di vigilanza, controllo e repressione su un territorio che è ormai tornato in mano alla legge del più forte. Parla di divisività il “nostro” Sindaco e ne parla dopo avere letteralmente spaccato in due la nostra comunità sul registro delle colpevolezze, parla di pace dopo avere lanciato granate di responsabilità senza scrupoli di troppa veridicità, accenna a processi di identità ignorandone ontologicamente il significato. Lui che non ha speso una sola parola in questi cinque lunghissimi ed estenuanti anni a difesa di Reggio e dei suoi presidi istituzionali, scippati dai governi “amici”. Parla di visione prospettica, con l’ardire di chi ha formato una squadra non in grado di gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione della cosa Pubblica. E lo fa oggi, mentre l’aeroporto chiude, il porto si presta a cedere ogni sua velleità turistica e la città precipita in ogni ordine di classifica di vivibilità”.
