Riportiamo di seguito la riflessione dell’avvocato Carlo Salvo, di Sovranisti per la Calabria, in merito al “movimento delle sardine”, il movimento anti-Salvini:
“Gli elettori calabresi, interessati alle trattative dei partiti sul candidato alla Presidenza della Regione, aspettano con molta ansia l’importante scelta del nome al quale poter affidare le sorti della loro terra. La designazione del candidato alla Presidenza della Regione, rappresenterà, per gli elettori dei principali schieramenti, la prima fase utile per poter esprimere il loro gradimento, sulla base delle caratteristiche personali e professionali, nonché sull’amore che lo stesso potrà esprimere nei confronti della Calabria.
Non v’è dubbio che il candidato presidente, in sinergia con i rispettivi partiti politici di coalizione, avrà il difficile compito di valutare con estrema attenzione i singoli candidati scelti dai partiti a sostegno dello stesso.

Gli elettori calabresi, questa volta, non cadranno nell’ennesimo tranello ordito dalle sinistre, se non altro perché hanno capito il reale scopo del “movimento delle sardine” che è quello di alimentare odio e disprezzo non solo nei confronti dei partiti di centro – destra, ma anche nei confronti di coloro i quali si rendono, con il loro voto, promotori di un cambiamento.
In realtà il “movimento delle sardine” è contro i giovani, non solo perché quelli che ne fanno parte sono utilizzati, attraverso l’inganno, da poteri forti che finanziano il movimento, ma anche perché lo stesso movimento predilige scopi diversi rispetto a quelli della tutela dei giovani e della loro realizzazione lavorativa.
Non è difficile immaginare le motivazioni per le quali chi ha ideato ed organizzato il “movimento delle sardine” ha preferito coinvolgere inesperti giovanissimi, ragazzi facilmente condizionabili attraverso manipolazioni che su persone mature ed esperte non avrebbero sortito lo stesso effetto.
È necessario, in questo contesto, non rimanere inermi e dialogare con i giovani facendo loro capire che queste manifestazioni di protesta non hanno una finalità rivolta ai loro interessi, ma una finalità diversa che opprime e non favorisce la realizzazione sociale, culturale ed occupazionale delle nuove generazioni. Bisogna far riflettere i giovani e convincerli che l’unica strada da percorrere è quella della cultura, della legalità e dell’istruzione, ogni altra protesta non consegue i risultati favorevoli alla crescita della comunità. Solo così i giovani, anche quelli che partecipano alle proteste del “movimento delle sardine” si renderanno conto che stanno erroneamente utilizzando il loro prezioso tempo non per sostenere i propri diritti, ma gli interessi di coloro i quali considerano i giovani una merce di utilizzo.
Chi scrive si fa promotore del primo appello ai giovani del “ movimento delle sardine”:
Ragazzi guardate con attenzione il contenuto degli striscioni da voi esposti durante le manifestazioni e le proteste di piazza: nessun riferimento ai vostri diritti, all’occupazione, al lavoro, non lasciatevi ingannare. Viva i giovani, viva la Calabria”.
