Questa mattina, nei comuni di Bianco (RC), Africo Nuovo (RC) e Bovalino (RC), all’esito di due distinti e consequenziali impegni investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore dott. Giovanni Bombardieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, nei confronti di:
- Scordo Bartolomeo, nato ad Africo il 19.02.1984, ivi residente;
- Scordo Domenico, alias “Micu u pupu”, nato a Locri (RC) il 18.07.1980, residente a Bovalino;
- Palamara Giuseppe, nato ad Africo il 25.10.1954, residente a Bianco;
i primi due sottoposti alla misura della custodia in carcere mentre il terzo agli arresti domiciliari in quanto tutti gravemente indiziati a vario titolo, insieme a B.V. cl. ‘86, rimasto a piede libero e nei cui confronti è stata notificata un’informazione di garanzia, del reato di tentata estorsione continuata in concorso, aggravata dal metodo mafioso. Sono emerse inoltre, a carico di Palamara Giuseppe, gravi responsabilità per reati contro la Pubblica Amministrazione (concussione, abuso d’ufficio, peculato, falso in atto pubblico) per fatti commessi in qualità di Responsabile dell’Area Amministrativa ed Affari Generali del Comune di Bianco, carica ricoperta sino alla data odierna.

Avviata nel novembre 2014, infatti, l’attività “Pupi” – così denominata poiché i due fratelli Scordo, tra gli autori in concorso dell’estorsione, sono così soprannominati, è nata a seguito della denuncia di un imprenditore siciliano, costretto a subire un’estorsione dopo che la sua ditta aveva vinto la gara d’appalto indetta dal Comune di Bianco per l’aggiudicazione del servizio di refezione per l’anno scolastico 2014/15. I 4 indagati, in concorso tra loro e con ruoli ben precisi (i fratelli Scordo quali esecutori materiali delle minacce e interessati al versamento del danaro, Palamara Giuseppe e B.V. quali intermediari con l’impresa) hanno infatti tentato di estorcere all’impresa aggiudicataria dell’appalto, per il semplice fatto di provenire da una diversa area geografica, la somma contante di 2.000 euro a titolo di sostentamento per le famiglie dei carcerati della zona. Inoltre, in caso di risposta negativa da parte dell’imprenditore, lo stesso era stato minacciato di pesanti ritorsioni tra cui il furto e il danneggiamento del furgone impiegato per la consegna dei pasti a scuola.
- ha omesso di astenersi dall’incarico di Responsabile del suddetto procedimento amministrativo – dichiarando falsamente di non avere rapporti di incompatibilità con alcuno – nonostante avesse partecipato e vinto la gara B.V., suo familiare e titolare di un’impresa costituita ad hoc, che ha così ottenuto un ingiusto vantaggio di 67.000 euro, nonostante sarebbe dovuto rimanere escluso a prescindere dalla procedura per assenza di requisiti;
- ha agito nell’interesse della suddetta impresa – che di fatto gestiva personalmente – impiegando anche 350 euro di denaro pubblico per far ottenere la certificazione HACCP ai dipendenti, al mezzo impiegato per la distribuzione dei pasti ed all’impresa stessa.
Nell’ambito delle indagini, infine, è stato possibile riscontare che Palamara Giuseppe ha inoltre omesso di astenersi dall’incarico di responsabile del procedimento amministrativo – dichiarando falsamente di non avere rapporti di incompatibilità con alcuno – con riferimento all’aggiudicazione di due borse lavoro per assistente educativo scolastico, dichiarando tra l’altro vincitore un suo familiare, che avrebbe dovuto essere escluso poiché la domanda che ha presentato era sprovvista della documentazione necessaria a corredo.
All’esito delle operazioni, gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria e agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
