“Alcuni episodi dimostrano come gli indagati, in virtu’ della loro appartenenza alla ‘ndrangheta ed in particolare al locale di Aosta, avanzino richieste di denaro per il sostegno di loro familiari detenuti, ovvero si sentano in dovere di contribuire, sia pure con piccole somme, al mantenimento di altri appartenenti alla ‘ndrangheta tratti in arresto nell’ambito di recenti attivita’ di indagine“. E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip di Torino, Silvia Salvadori, in merito all’operazione ‘Geenna’ volta a contrastare le infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta. Il sostegno era diretto a carcerati residenti nella regione alpina ma anche in Calabria, appartenenti alle famiglie dei Fazari e Ierace. In un’intercettazione Marco Di Donato intima a Nicola Prettico di farsi dare il denaro promesso: “Si, ora te li deve dare senza pieta’…pero’ gli dici ascolta, qua non c’e’ prezzo non c’e’ cosa gli dici, perche’ qua cosi’ veramente ci sono i carcerati che devono mangiare…digli proprio cosi‘”.
‘Ndrangheta, operazione Geenna: da locale Aosta sostegno a detenuti residenti anche in Calabria
'Ndrangheta, operazione Geenna: l'ordinanza del gip di Torino, Silvia Salvadori
