Reggio Calabria, inchiesta “Martingala”. Parrotta: “chiusa indagine, sistema Scimone un’invenzione”

Reggio Calabria, inchiesta "Martingala": per Antonio Scimone chiesti i domiciliari a seguito dell'udienza del Tribunale delle Libertà

“Non c’è alcun metodo, nessun sistema” sostiene con fermezza il prof. avv. Alessandro Parrotta, penalista torinese difensore di fiducia, unitamente all’avv. Cosimo Albanese, di Antonio Scimone. “Giunto l’avviso ex art. 415 bis c.p.p., indagini chiuse. Questo nulla sposta alle difese del nostro assistito che già in piena inchiesta aveva prodotto ampia documentazione a supporto delle proprie argomentazioni, non temendo le contestazioni”. Così in una nota Alessandro Parrotta, incaricato dall’indagato Scimone di circoscrivere il perimetro della vicenda agli aspetti tecnici e squisitamente collegati al penale societario. “La puntuale ricostruzione della genesi dei danari dell’assistito, non già dei flussi” –continua Parrotta – “sarà la chiave che scioglierà la bolla”. L’imprenditore calabrese era detenuto nel carcere di Prato quale “vero e proprio regista di un sistema incredibilmente complesso di società cartiere che emettevano false fatturazioni che permettevano di ripulire il denaro” come aveva dichiarato il Procuratore capo Cafiero de Raho. Questo uno degli aspetti dell’inchiesta ‘Martingala’ le cui indagini da Reggio Calabria sono proseguite anche dalla Procura di Firenze”. Per lui i domiciliari a seguito dell’udienza del Tribunale delle Libertà.