Ennesimo colpo di scena dal sindaco De Luca. Dopo la seduta di fuoco ieri in consiglio comunale, dove il civico consesso era chiamato a deliberare sulla costituzione dell’Agenzia per il Risanamento, il sindaco della città dello Stretto annuncia ufficialmente le sue dimissioni. Lo ha fatto su fb, in quella che a tutti gli effetti è diventata la pagina istituzionale del sindaco. Stando a quanto comunica De Luca, il primo cittadino sarebbe pronto a dare il commiato: saluterà la città domenica 30 settembre alle 19 a Piazza Duomo, dove prima insieme alla giunta traccerà il bilancio dei suoi cento giorni a Palazzo Zanca. Difficile dire se De Luca veramente intenda lasciare la città e voglia ritornare a fare il deputato all’Ars (come effettivamente ha dichiarato ieri dopo l’acceso scontro in consiglio comunale) o se questa sia l’ennesima trovata o meglio l’ennesima forzatura dell’esuberante sindaco per incassare consensi in consiglio necessari per eliminare le baracche in città.

E in effetti uno dei punti deboli del nuovo sindaco è proprio il consiglio comunale, dove, come più volte vi abbiamo raccontato, per effetto di una legge elettorale scellerata il sindaco De Luca non ha la maggioranza e neanche un consigliere. De Luca è arrivato a Palazzo Zanca nelle vesti del sindaco sceriffo e nella battaglia per il risanamento ha scommesso tutto. Nella seduta di ieri sera il Consiglio comunale, dopo avere respinto due emendamenti e averne accolto uno, ha approvato, con diciotto voti favorevoli, un astenuto e nessuno contrario, l’ordine del giorno relativo all’emergenza risanamento della città di Messina, con particolare riferimento alla richiesta dichiarazione di stato di emergenza ed alla costituzione dell’Agenzia comunale per il Risanamento. La bocciatura di 2 dei tre emendamenti proposti dal sindaco ha incrinato il rapporti col consiglio: ieri sera De Luca ha abbandonato l’aula minacciando le dimissioni. Ad agosto lo stesso De Luca aveva detto: “O eliminano le baracche o eliminano il sindaco di Messina”. Intanto proseguono senza sosta le operazioni di aggiornamento del censimento della popolazione che sarà interessata dal risanamento, attività propedeutica a completare l’istruttoria per l’istanza di dichiarazione dello stato di emergenza abitativa. Martedì prossimo il presidente Claudio Cardile ha convocato d’urgenza, alle ore 19, il Consiglio comunale in seduta pubblica, con all’ordine del giorno la “Costituzione dell’Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina, così come stabilito dall’articolo 62 della Legge regionale numero 8/2018”. E se il consiglio comunale continuerà a non supportare il sindaco, è comprensibile ipotizzare che il sindaco per davvero rinunci alla fascia di primo cittadino.