Crollo ponte Genova, anche a Catanzaro un viadotto “Morandi”: scatta la psicosi sui social

Anche a Catanzaro esiste un "viadotto Morandi", ma Anas rassicura: "da due anni si svolgono lavori di manutenzione e a settembre ne partiranno altri"

Il crollo del ponte “Morandi” a Genova, ha destato paura e ansia da parte di coloro che percorrono e percorreranno il viadotto Morandi-Bisantis a Catanzaro. Il ponte realizzato negli anni Sessanta collega il centro del capoluogo con i quartieri a ovest e a sud oltre che, attraverso la statale 280 dei Due Mari, con l’autostrada. Anas ha destinato 3 milioni e 400.000 euro per preservare quella che è considerato a tutti gli effetti un’opera d’arte oltre che un’infrastruttura fondamentale per la città. La struttura di Catanzaro e quella di Genova sono completamente differenti, ma questo sembrerebbe non importare. E’ bastato scoprire che le due infrastrutture furono concepite dalla stessa mente per scatenare timori infondati sul web.

L’ingegner Marco Moladori, responsabile dell’area compartimentale Anas per la Calabria, spiega all’Agi, rassicura tutti: “il viadotto Morandi-Bisantis (dal nome del presidente della Provincia che volle l’opera) e’ sotto costante monitoraggio. Si tratta di un’opera – spiega – straordinaria sotto tutti i punti di vista che va preservata per noi e per i nostri figli”. “Da due anni – spiega Moladori – meta’ del nostro budget e’ destinata alla manutenzione delle opere d’arte, e fra queste rientra il Morandi di Catanzaro, a cui sono destinati 3 milioni 400.000 euro in 3 lotti: la prima tranche di interventi, pari a un milione, e’ gia’ in corso. A settembre inizieranno altri lavori per un milione 400.000 euro. Si tratta di interventi necessari per prevenire il degrado dell’opera, nell’ambito di una programmazione che non puo’ essere dettata dall’emergenza, ma dev’essere pluriennale”. All’epoca della costruzione era il secondo ad arco singolo nel mondo per ampiezza della luce, dopo lo svedese Sandobron. Oggi e’ fuori dai primi 20 posti di questa classifica internazionale, ma resta, secondo gli esperti, una pietra miliare nella storia dell’ingegneria mondiale.