Gli ex dipendenti della SoGAS SpA, società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto, hanno deciso di scrivere una lunga lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Gli ex dipendenti chiedono infatti un repentino e risolutivo intervento del Presidente. Richiedono infatti il loro reintegro al fine di evitare gesti estremi e disperati. Di seguito il testo della lettera:
“Signor Presidente della Giunta Regionale della Calabria, On. Mario Oliverio, siamo un gruppo di ex dipendenti della SoGAS SpA, a totale partecipazione pubblica, mortificati dal fallimento della stessa occorso il 14 luglio 2017 e conseguentemente licenziati e rasi al suolo senza pietà alcuni. Degli scriventi, tutti rigorosamente over 50 e 55, ad un anno dall’ecatombe che ha, tra l’altro, sotterrato con i diretti interessati anche le rispettive famiglie tutto monoreddito, pare non sia rimasta traccia o meglio memoria. Eppure, ci creda Signor Presidente, esistiamo. Distrutti e amareggiati abbiamo resistito per un lungo anno dal licenziamento, per colpe altrui, convinti che l’indifferenza con cui siamo stati “violentati” lasciasse prima o poi il posto ad una attenta, onesta e tangibile profusione di aiuto concreto nei riguardi innanzitutto di chi, dopo i 50 anni, è troppo vecchio per ritrovare un posto di lavoro e troppo giovane per andare in pensione. Oggi, se un trentenne non può costruirsi un futuro perchè lavoratore precario, figurarsi per un cinquantenne che con moglie e figli giovani spesso da mantenere, una volta perso il lavoro, vee il proprio futuro distrutto.

Il futuro deve essere garantito a tutti, evitando che la ricchezza si concentri nelle mani di pochi privilegiati. “Il lavoro non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati”, ha detto più volte Papa Francesco, “un diritto per tutti”. L’economia deve servire l’uomo, non servirsi delle persone. Se non si comprendono questi elementari principi, la politica è inutile, va rifondata. A partire da un nuovo umanesimo del lavoro. Signor Presidente On. M. Oliverio, siamo sicuri che lei vorrà considerare quanto da noi esposto in queste poche e angosciate righe. Conosciamo la sua sensibilità a riguardo e non dimentichiamo, tra l’altro, le sue affermazioni risalenti a poco più di un anno fa, allorquando prometteva, nel corso di una seduta del Consiglio Regionale, che nessun posto di lavoro si sarebbe perso a seguito del fallimento che da lì a poco avrebbe travolto la SoGAS SpA e spazzato via 60 ex lavoratori. Oggi con questa lettera, gridiamo a gran forza “aiutateci” a uscire da questo stato, prima che qualcuno di noi si trovi a porre in essere gesti estremi che nella propria vita non avrebbe mai voluto compiere. Il nostro è un grido di dolore e di rabbia e, allo stesso tempo, di allarme a una condizione che ormai non riusciamo più a sostenere. Non chiediamo elemosine o compassione ma il giusto rispetto per i diritti di una persona” concludono gli ex dipendenti Angelo Di Bua Giancarro, Francesco Giovinazzo, Giuseppe Cordopatri, Patrizia Cordopatri, Nicola Mondello, Giovanni Polimeni, Luisa Spanò, Salvatore De Lorenzo e Vincenzo Laganà.
