Reggio Calabria: Asep appoggia l’Osservatorio nazionale Amianto

Asep appoggia l'Osservatorio nazionale Amianto di Reggio Calabria

ASEP associazione sociale estetica professionale, presidente Maria Idone, appoggia l’O.N.A osservatorio nazionale amianto di Reggio Calabria. L’amianto è un materiale utilizzato come isolante, molto diffuso fino agli anni ’90 quando ne è stato vietato l’utilizzo perché considerato cancerogeno, è un materia fibroso (si presenta infatti sotto forma di fibre) composto da silicato di magnesio, calcio e ferro. Si presenta sotto forma di fibre e può essere anche mischiato con il cemento, per creare una matrice cementizia che serve come copertura. Nella sua forma più pericolosa, però, l’amianto può essere friabile e utilizzato come insonorizzante o isolante sui controsoffitti e sulle pareti. L’amianto è presente in natura e per le sue caratteristiche è stato utilizzato per la coibentazione degli edifici, dei tetti, dei treni e delle navi: il materiale è infatti un perfetto isolante resistente al calore ed è in grado di agire da rinforzo e supporto, è stato considerato un agente cancerogeno e per questo, in Italia, dalla legge 257 del 1992, ne è stata vietata la produzione e l’installazione. Le fibre di amianto infatti, in particolare sotto forma di fibrocemento o eternit, se inalate, si possono depositare all’interno delle vie aeree e sulle cellule polmonari dove rischiano di restare per diversi anni: qui le fibre possono portare allo sviluppo di gravi malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni, che si manifestano anche dopo 15-30 anni.

Il problema legato alla diffusione nell’aria delle fibre di amianto è dato dal deterioramento eventuale dei materiali, ma anche dal loro danneggiamento. Anche sulla pelle è possibile vedere i segni che vengono lasciati da questa particolare malattia che derivano dall’inalazione dell’amianto: generalmente si parla di zone della pelle che tendono a diventare blu, chiaro segnale di un mancato afflusso corretto dell’ossigeno nelle diverse parti del corpo del paziente. La valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro, è definita nell’art 249 del D.Lgs 81/08 in cui viene esplicitamente ricordato l’obbligo del datore di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi. A tal fine il datore di lavoro ha l’obbligo, nell’impossibilità di procedere all’eliminazione del materiale pericoloso, di informare i lavoratori rispetto alla presenza del pericolo, di far effettuare una certificazione dello stato di integrità dell’amianto e di procedere comunque a monitoraggi ambientali e biologici per valutare la presenza di fibre di amianto nell’aria e nell’organismo dei lavoratori. “L’amianto, continua ad essere presente in molte strutture pubbliche e private. In  Italia sono 370.000, 200.000 sono edifici privati e 65000 le coperture, oltre 50.000 sono edifici pubblici. Scuole, ospedali, parchi , giochi, spiagge, impianti sportivi e poi 20.000 siti industriali. Un numero triplicato negli ultimi tre anni. In tutto quasi 60 milioni di metri quadrati di coperture in cemento-amianto. “ Piani regionali sui rifiuti inadeguati spesso inesistenti e proprio le regioni faticano a tamponare l’emergenza, quando non la ignorano, intanto l’amianto continua a uccidere.