
Prosegue l’analisi di Merlino: «In questo complicato quadro, il comparto agricolo può giocare un ruolo decisivo ma serve un progetto strategico che punti al suo rilancio complessivo, sfruttando tutte le opportunità che i fondi comunitari offrono per lo stimolo di nuovi investimenti, per migliorare la qualità delle imprese, rendendole competitive a livello globale. Dobbiamo puntare sull’innovazione a tutto campo, senza la quale lo sviluppo sostenibile rischia di trasformarsi in stagnazione insostenibile. Dobbiamo spronare le istituzioni regionali a prodursi in uno sforzo maggiore, per aiutare i nostri prodotti d’eccellenza ad acquisire visibilità, essere conosciuti, apprezzati ed acquistati, favorendo nel territorio lo sviluppo di un’economia agricola che consenta agli imprenditori di fare profitto e ai giovani disoccupati di lavorare. Il Psr, con il suo miliardo e 103 milioni di euro di dotazione, deve diventare un formidabile strumento di sostegno all’agricoltura di qualità, quella che crea benessere e lavoro vero; una leva finanziaria potente al servizio di un comparto che contribuisce notevolmente, e deve contribuire sempre di più, alla costruzione del Pil della nostra regione. Al sindacato tocca vigilare, per evitare che, come è successo in passato, le risorse destinate al settore agricolo, con qualche stratagemma, vengano utilizzate per fini diversi, se non impropri».
