
“Allora qualcosa di più interessante per le grandi potenze dell’imperialismo internazionale fa gola in Siria e, di certo, non è la sicurezza del popolo siriano, costretto ormai ad un esodo di massa e che non ci si fa problemi a tenere in campi profughi o alle frontiere come nei peggiori momenti della nostra storia europea. Il potere italiano, pur definendosi a parole neutrale, non vuole restare fuori dai giochi e dalla spartizione del bottino futuro, perciò si è offerto trasversalmente prono, ipocrita e servile, di permettere che le basi militari statunitensi presenti in Italia, a Sigonella e Aviano, i porti come quello di Augusta e le basi MUOS-NRTF di Niscemi, siano protagonisti della gestione e dello smistamento dei mezzi e degli armamenti diretti in Siria. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare: I popoli hanno diritto a scegliere il proprio futuro, hanno diritto alla vita e a non essere oggetto passivo delle dinamiche di guerra che chi segue solo la logica del profitto e del capitalismo crea e porta avanti senza alcuno scrupolo. Anche noi abbiamo diritto ad autodeterminarci e a pretendere la chiusura delle basi militari statunitensi sul territorio italiano. L’Italia e la sua Costituzione rifiutano la guerra! Eppure la spesa militare è enorme, 68 milioni di euro al giorno, e non accenna a diminuire: soldi che si potrebbero destinare alle scuole, agli ospedali, ai territori, ad opere che costruiscono e non distruggono. La Nato è sempre più un cappio che stringe e che, nonostante proclami elettoralistici, nessuna delle forze politiche presenti in Parlamento ha la minima intenzione di mettere in discussione. Non ci vogliamo stare! Per questo parteciperemo alla manifestazione nazionale indetta dal movimento No Muos per sabato 21 aprile, ore 15.00, davanti ai cancelli della base militare di Sigonella. Per rilanciare le ragioni della manifestazione venerdì 20 aprile dalle ore 17.30 saremo sul Corso Garibaldi, davanti al Teatro Cilea, per un presidio informativo. No alla guerra! Vogliamo pace e giustizia sociale!” conclude.
