“Bocciato clamorosamente dall’Unione europea, il sistema di depurazione calabrese – afferma Nicolò – continua a perdere acque fetide. Eppure, correttamente e con la necessaria fermezza – sottolinea il consigliere regionale – avevamo lanciato in tempo nei mesi scorsi precisi allarmi in proposito con ripetute interrogazioni. L’ultima non più tardi di sei mesi fa ‘In ordine alle ataviche criticità del sistema depurativo regionale’ reclamava ‘strategie e azioni che si intendano assumere al fine di sanare il sistema depurativo regionale, circoscrivendo le conseguenze pregiudizievoli arrecate all’ambiente e alle potenzialità turistiche dell’intero territorio costiero’. Ebbene – commenta Nicolò – non solo eravamo stati non pessimisti ma realisti osservando che gli interventi annunciati in merito dalla Giunta regionale non hanno prodotto risultati positivi ma eravamo stati facili profeti prevedendo, testualmente che ‘tale situazione è potenzialmente idonea a causare un’ulteriore condanna della Comunità Europea afferente alla medesima problematica di mancato adeguamento degli impianti di trattamento dei reflui fognari’”. “Non ci si può più permettere – conclude Alessandro Nicolò – di procedere a tentoni, insistendo nell’approssimazione e nell’improvvisazione. I cittadini calabresi, innanzitutto, hanno diritto ad avere tutte loro acque marine e le spiagge pulite e il comparto turistico, in quanto tale, non può reggersi esclusivamente sulla buona volontà degli operatori ma deve poter essere attrattivo grazie ad investimenti ad hoc, considerato peraltro la notorietà dovuta ai media nazionali e internazionali che riscontrano il buon lavoro svolto dai soli imprenditori del settore”.
