
Infatti, ora, dopo una sentenza del Consiglio di Stato che rimette tutto in discussione e richiede un nuovo intervento del TAR, il Sindaco si sfoga ed invita i suoi sostenitori a condannare il ruolo esercitato dal Partito Democratico e dai suoi Consiglieri. Dimostrando la completa mancanza di cultura istituzionale e di consapevolezza del ruolo che, forse, dovrà presto ricoprire, invece di riconoscere le proprie responsabilità in un percorso incerto che ha creato immane confusione, rimprovera alla Minoranza di aver fatto opposizione, di non aver taciuto, di aver chiesto l’intervento del Giudice. Come è ovvio per tutti – ma non per il “Sindaco sospeso” – l’Ordinamento giuridico offre e ha offerto lo strumento per tamponare l’arroganza del potere, e la gestione commissariale ha tentato di portare stabilità in un quadro i cui contorni sfocati sono stati artatamente disegnati da chi ci ha costretti tutti a subire una elezione a metà, l’esercizio differito delle proprie responsabilità. Di certo, nel mare di incertezza in cui le ormai ex Ali per Villa ci hanno condotto una cosa noi democratici e riformisti villesi possiamo ancora una volta garantire come faro ed obiettivo politico-amministrativo: nessuno sconto sull’applicazione del Diritto, nessun passo indietro nella realizzazione concreta del principio di Giustizia, e massima attenzione per la tutela delle nostre Istituzioni cittadine … perché i Sindaci passano (sempre che decollino davvero !) ma la dignità della nostra Città resta incisa nella coscienza dei cultori del Bene Comune. Occorre, in ultimo, fornire lumi alla Città sugli esiti politici dell’ultimo Consiglio Comunale (il 28 marzo u.s.) : come su accennato non esiste più Leali per Villa ma un unico gruppo che si chiama Centrodestra villese, con capogruppo la salviniana Francesca Anastasia Porpiglia“. Lo scrive in una nota stampa il Circolo del PD di Villa San Giovanni.
“Al di là dell’apparente determinazione di unità, tale soluzione tattica – che non sceglie davvero ma tampona – appalesa la doppia divisione all’interno della Maggioranza: la prima tra le due fazioni di Forza Italia esistenti in Città (Richichi, Giustra, Sofi, Labate, Zito e Ciccarello) che per non arrivare alla definitiva resa dei conti abbandonano il riferimento al partito dell’ ex Cavaliere e si nascondono nell’anonimato; la seconda tra i “fedeli” al Sindaco sospeso – Morgante, Caminiti, Santoro e Imbesi – che per non certificare l’evidenza del loro peso all’interno della Maggioranza sono costretti a cassare Le Ali per Villa e confluire nell’anonimo Gruppone che, dunque, nasconde in sé frizioni, differenze e contrapposizioni non composte e che mortifica il ruolo del Sindaco Siclari costretto a subire il peso politico altrui. A tale spettacolo, si aggiunge la scelta di un Capogruppo leghista che sposta ancora più a destra e verso la demagogia da sempre nemica del Sud il gruppo consiliare che dovrebbe concorrere a governare Villa San Giovanni. Confusione si aggiunge, quindi, ad ulteriore confusione e temerarietà … il tutto sulle spalle di una Città sempre più mortificata dai giochi di potere“, conclude.
