
Parlare la stessa lingua anche se con linguaggi differenti: dalla storia di “Ibi” fotografa che, grazie al lavoro dei registi Andrea Segre e Matteo Calore, ha narrato in terza persona la propria storia di immigrata, passando per “Indovina se viene a cena” spettacolo teatrale messo in scena dai migranti di “Amos”, capace di far sorridere di stereotipi e pregiudizi, sino alla mostra “Uno sguardo verso l’Africa -visitabile ancora sino al cinque aprile al museo del Presente- e ai laboratori di cucina, musica, lettura e danza, “Arts for equality ha dimostrato – ha proseguito la Pasqua – come oggi più che mai sia necessaria più empatia tra le persone. Il calore umano e l’entusiasmo respirato in questi giorni ci restituiscono nitida l’immagine di una città che ha voglia di accogliere ed ascoltare storie differenti dalla propria e di esse arricchirsi”. Al termine della kermesse, che ha visto anche la premiazione della manifestazione “ColoraRende”, l’assessora ha consegnato insieme al sindaco Marcello Manna e all’assessora Marta Petrusewicz delle targhe ricordo ai partners dell’iniziativa. L’associazione ASeCo ha donato alla città un dipinto dell’artista Drame, mentre Teca ha donato alla biblioteca civica venti volumi di fiabe migranti. “Siamo grati ai nostri cittadini – ha concluso Marina Pasqua – perché Rende ha dimostrato ancora una volta di essere città dell’accoglienza”.
