
Vari i temi tracciati nel decalogo, dal Welfare europeo, vale a dire la lotta contro la povertà e le disuguaglianze, al tema di un’Europa più democratica e politica; al tema dello stato di diritto che rispetti le identità delle singole nazioni; al tema dell’immigrazione; al tema dello sviluppo sostenibile, al tema del bilancio e dal completamento dell’unione monetaria. Il Decalogo contiene inoltre due fondamentali indicazioni: la prima è la Cittadinanza federale, che si dovrebbe configurare come autonoma rispetto alle cittadinanze nazionali, con un proprio catalogo di diritti individuali e collettivi; la seconda è una proposta di merito per la realizzazione di un’Europa democratica che lancia l’idea di un Congresso con il mandato di redigere la “Legge Fondamentale di una futura Comunità federale” da approvare democraticamente attraverso un referendum pan-europeo. Un documento esprime un alto valore etico, intellettuale e civile, la “cultura europeista”, che molto spesso in Italia manca drammaticamente sia nelle classi dirigenti che nelle classi politiche e pone un freno a un lento ma inesorabile processo di regresso che scava distanze sempre più profonde tra i Paesi europei. A tale riguardo l’Italia, assieme alla Spagna e alla Grecia, può giocare un ruolo fondamentale di cerniera con il Mediterraneo offrendo nuovi impulsi e tonalità politiche innovative e propositive. Il sogno dei Padri Costituenti europei, ancora non completamente realizzato, ha bisogno di nuove ispirazioni e nuovi strumenti per continuare a procedere verso l’obiettivo della costituzione di un’Europa Federale.
