
La forza di Prove Aperte sta sicuramente nell’irresistibile surreale comicità dei personaggi. Se Carminuzzu è un regista talmente folle da costringere i compagni a improvvisare una scena che ha come protagonisti una soppressata e un salumiere, Mimì e Cocò sono degnissimi rappresentanti della vasta gamma di manie, vezzi, isterismi e sindromi compulsive che caratterizzano gli attori. La sincerità della loro follia fa sì che ciò che avviene in scena risulti nello stesso tempo del tutto incredibile e assolutamente verosimile; il pubblico viaggia sospeso fra questi due opposti, domandandosi per tutto il tempo se i personaggi sul palcoscenico siano tre poveri guitti, oppure degli artisti talmente grandi da risultare incomprensibili. Lo scopo dello spettacolo è proprio quello di stimolare domande e allo stesso tempo raccontare, con l’esplosiva leggerezza della comicità, il dramma della vita nel teatro, le quotidiane difficoltà con cui si scontra chi si rassegna a fare della poesia, del sogno e dell’immaginazione il proprio mestiere. La fatica, l’amore e la follia che ne costituiscono la straordinaria essenza. Mimì, Cocò e Carminuzzu sono rispettivamente interpretati da Paolo Mauro, Graziella Spadafora e Max Mazzotta. Lo spettacolo è un appuntamento “Diteca”, Distribuzione teatrale in Calabria, per la precisione “Diteca Sud” organizzato da Officine Jonike delle Arti diretta da Maria Milasi. Mentre la direzione artistica è curata da Dante De Rose e Marco Silani. Lunedì 26 marzo lo spettacolo verrà replicato al Cine Teatro Nuovo di Siderno alle ore 21:00.
