
“Ed è proprio su questo lato della vicenda che la proposta di legge depositata in segreteria assemblea del consiglio regionale, condivisa pienamente e firmata insieme al collega Seby Romeo, intende intervenire, ricollocando, come già era, i lavoratori provenienti dalla stessa società partecipata allo stesso livello dei colleghi fatti rientrare nei ranghi di provenienza. La stesura normativa è stata possibile grazie al riferimento di un protocollo d’intesa che era stato stilato in precedenza tra la regione Calabria ed il comune di Reggio Calabria per consentire un intervento economico che “formasse professionalmente” tutti gli addetti della società Multiservizi, senza distinzione alcuna, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti. Infatti, tale lascito finanziario regionale, è stato calcolato sulla base dell’intera pianta organica, senza distinguo alcuno con gli Lsu-Lpu, allo scopo di ricollocare l’intera forza lavoro. La finalità mancata di tale provvedimento, purtroppo, si è in parte palesata con la legge r. n. 31 che non consentiva, non per disponibilità finanziaria ma per norma legiferata, il salvataggio di predette unità. Oggi, mantenendo le caratteristiche iniziali con cui questi lavoratori “sfrattati” erano parificati agli Lsu-Lpu all’interno della società mista, e riponendo la legittimità del protocollo sancito dai due enti locali come principio ispiratore della legge, si intende ridare dignità ai lavoratori e speranza nel futuro alle loro famiglie. Conclude infine il Deputato – “La burocrazia regionale, talvolta, deve osare all’interno del panorama legislativo vigente e, pur forzando nella propria interpretazione alcuni aspetti normativi, deve restare sempre fedele ai principi fondamentali della nostra Costituzione: art. 4, La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto“.
