
Molte di quelle domande andavano poste ai vari rappresentanti delle Istituzioni ( per niente interpellati dai redattori del servizio) e non ai cittadini, i quali stanno facendo la loro parte , dimostrando di non essere affatto omertosi. Come hanno già dimostrato chiaramente 25 anni fa denunciando le cosche e costituendo la prima Associazione Antiracket della Calabria: l’ACIPAC, che dal 1993 costituisce un punto di riferimento nella difesa della legalità.
Cittanova non è un paese omertoso e la sua storia lo dimostra chiaramente.
Come Associazione reputiamo inammissibile che nel suddetto servizio siano stati deliberatamente omessi tutti gli accadimenti positivi che hanno dimostrato la volontà dei cittanovesi di ribellarsi a questo stato di cose: nessun accenno è stato fatto all’impegno profuso dal comitato cittadino NO BULL cui hanno aderito tantissimi cittanovesi, nessun riferimento alle sedute del consiglio comunale aperte ai cittadini su questo tema, nulla è stato detto in relazione al Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto da S.E. il Prefetto di Reggio Calabria finalizzato a trovare una soluzione al problema delle vacche sacre e di quello che esse rappresentano per il nostro territorio, nessun risalto ai passati tentativi di risoluzione già messi in campo dagli organi interessati.
Con questa nota intendiamo rivolgerci ai cittadini che già in altre occasioni hanno dimostrato di volersi ribellare alla prevaricazione e alla violenza mafiosa in tutte le sue forme, ed esprimere piena solidarietà e collaborazione per poter vincere questa battaglia e intendiamo manifestare pieno apprezzamento e gratitudine alla Questura e a tutte le Forze dell’Ordine impegnate nelle operazioni eseguite nei giorni scorsi.
Come ACIPAC continueremo nel nostro impegno e nella nostra attività di sensibilizzazione e sostegno di tutte quelle attività e manifestazioni che mostrano Cittanova come territorio di legalità e cultura”. Lo scrive in una nota stampa l’ACIPAC.
