
La Convenzione firmata da alcune Casse è stata modificata ad arte rispetto al testo precedentemente redatto (eliminando la parte che prevedeva il pagamento di un corrispettivo da parte delle Casse ad INPS per la copertura degli oneri amministrativi) ed è pertanto non accettabile da parte dell’Istituto. La Convenzione non ha pertanto valenza in quanto non risponde ad un accordo tra le parti. L’Inps ha invitato formalmente le singole Casse (tramite PEC) a sottoscrivere la convenzione quadro precedentemente predisposta. Il costo stimato dall’Inps, pari a circa 65 euro a pratica, è relativo unicamente alla gestione dei pagamenti di queste pensioni. L’Istituto si farà, infatti carico interamente degli altri costi amministrativi.
I 65 euro considerano esclusivamente gli oneri diretti, che riguardano cioè le spese del personale utilizzato in attività legate alla gestione del pagamento della pensione come, ad esempio, il cambio dell’ufficio pagatore o il cambio dell’iban, la gestione delle trattenute o di eventuali cessioni del quinto (questi sono costi relativi alle pensioni in cumulo in quanto è verosimile che se l’interessato avesse avuto diritto a richiedere la pensione, utilizzando solo i contributi INPS, avrebbe già presentato domanda). I 65 euro non includono tutti gli oneri relativi alla realizzazione di piattaforme informatiche e all’impiego dei sistemi informatici, così come quelli di corrispondenza, che sono interamente a carico dell’Istituto. L’Inps non ha ricevuto alcun finanziamento dal Governo per la copertura di questi costi, perché la norma finanzia solo i maggiori oneri di spesa previdenziale. L’Inps è impegnato in un’operazione di riduzione dei propri costi amministrativi, a tutti livelli. Indipendentemente dall’uso che l’Inps intende fare dei suoi risparmi, la richiesta ingiustificata da parte di Enti privati di scaricare il costi di loro competenza sull’Istituto è ancora meno assecondabile, considerata la politica di attenzione ai costi operata dall’Istituto. L’Inps è un Istituto pubblico e non può pertanto mettere in pagamento alcuna prestazione in mancanza di una Convenzione, se esplicitamente prevista dalla legge, come in questo caso. L’Inps continua a sostenere che appare del tutto ingiustificato che debba essere l’Istituto previdenziale pubblico, finanziato con i soldi dei contribuenti, a farsi carico di un costo che è, oggettivamente, di competenza di tutti gli Enti coinvolti nella procedura.
