E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Rocco Ruffa, membro del comitato nazionale di Radicali Italiani, già candidato nelle liste + Europa.
In riferimento alla questione Garante dei detenuti in Calabria, si legge ancora nel comunicato che:
<< Dopo quasi tre anni di discussione in commissioni varie, finalmente lo scorso 29 gennaio 2018 ha visto la luce la legge regionale n° 1 che ha istituito la figura del Garante e per la quale ci siamo tanto battuti. Non vorremmo adesso che, per arrivare alla nomina del Garante da parte del Consiglio Regionale con la maggioranza dei due terzi così come prevista dall’articolo 3 della legge, ci si impieghino altri tre anni di tempo. Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, non possono più aspettare.
Purtroppo, in Calabria, questa figura di garanzia è ancora assente:ai sensi del comma 4 dell’articolo 3 della legge istitutiva del “Garante dei detenuti”, il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto avrebbe già dovuto far pubblicare -entro il 28 febbraio scorso trattandosi di prima applicazione della legge – “un avviso pubblico per la presentazione delle candidature alla carica di garante regionale”.
Invece constatiamo che, >> conclude il comunicato << ad oggi, sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria (BURC) non è stato pubblicato alcun bando. Non vorremmo sbagliarci, ma se ciò fosse vero, figuriamoci allora quanto dovremo aspettare per la nomina, con la maggioranza dei due terzi necessaria. Temiamo che si arrivi alle calende greche.
Per questo, come ci ha insegnato a fare Marco Pannella, non molliamo e continuiamo – con digiuno ad oltranza (tre giorni alla settimana di sciopero della fame) – a nutrire la Speranza che la nomina del Garante regionale per i diritti delle persone private della libertà avvenga subito, seguendo i tempi previsti dalla stessa legge, e soprattutto senza che questa figura rientri nei tempi lunghi del gioco di poltrone della partitocrazia >>.
