
Di tutto questo, a distanza di quasi tre anni e alle soglie della fine della legislatura, nulla è stato realizzato anche rispetto al cronoprogramma insito nella legge 35 del 2015. Di fatto e nella sostanza si è vanificato il processo riformatore che come sindacato avevamo chiesto e che sembrava all’inizio della legislatura potesse realizzarsi. E, per altro, finisce anche l’istituto della premialità garantita solo fino al 2018 e che dal 2019 non ci sarà più. Infatti, a seguito della nuova normativa sul trasferimento delle risorse da parte dello Stato, l’ex Fondo nazionale, dal 2019 ci saranno circa 20 milioni in meno di trasferimenti che sommati a quelli derivanti dalla mancata costituzione dell’Agenzia arriveranno a complessivi 40 milioni in meno.
Ovviamente, questi 40 milioni di euro in meno saranno un colpo mortale per il sistema del TPL calabrese con conseguenze devastanti per i servizi ai cittadini e, ovviamente, con riflessi negativi sull’occupazione. Non possiamo accettare una simile e devastante prospettiva.
Il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore ai trasporti affrontino immediatamente questa situazione e spieghino i pesanti ritardi sull’attuazione della legge 35 e sulla costruzione di un sistema di garanzie a tutela dei servizi per i cittadini e dell’occupazione. Si convochino immediatamente le Organizzazioni sindacali. Si affronti subito un dibattito e un confronto in Consiglio regionale e si dica ai calabresi se entro la fine della legislatura il processo riformatore sarà concretizzato o meno. Da parte nostra pretendiamo chiarezza e concretezza per un settore fondamentale ed in caso di mancate risposte avvieremo una fase di consultazione di tutte le OO.SS., delle associazioni, dei pendolari e degli studenti per preparare la necessaria mobilitazione”. Lo scrivono in una nota stampa la CGIL e altre sigle sindacali.
