“L’Aspromonte dunque è sempre di più sito di osservazione di rilevanza internazionale. La migrazione dei rapaci diurni inizia i primi di agosto e termina a metà ottobre. Il periodo più idoneo per fare osservazione va, dati alla mano, dal 10 agosto al 20 settembre. Per gli irriducibili e i più appassionati è possibile condividere la posizione di osservazione – ha proseguito Martino – con gli esperti ornitologi che si occupano del monitoraggio. Negli anni sono state censite quasi tutte le specie di rapaci del Paleartico occidentale, precisamente 38. Nel mese di agosto, si ha la possibilità di osservare maggiormente il Nibbio bruno (Milvus migrans) e la Cicogna bianca (Ciconia ciconia). Dai primi giorni di settembre aumenta considerevolmente il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), accompagnato dal Falco di Palude (Circus aeruginosus). Queste sono le 3 specie più abbondanti in assoluto, ma non è difficile osservare in migrazione anche l’aquila minore (Hieraaetus pennatus) e la Cicogna nera (Ciconia nigra). I siti di osservazione inoltre sono interessati dal passaggio abbondante di altri uccelli migratori come il Gruccione (Merops apiaster), la Rondine (Hirundo rustica), il Rondone comune (Apus apus) ed il Rondone maggiore (Tachymarptis melba)”. Dal 6 all’8 Aprile, centinaia di Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE arriveranno da tutta Italia per il Meeting Nazionale che quest’anno sarà ospitato dal Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel comune di Santo Stefano in Aspromonte. Un grande evento a conferma della politica di valorizzazione del territorio messa in campo dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e targato AIGAE. Ben 7 conferenze su Turismo Ambientale, itinerari, escursionismo, formazione professionale, ma anche ben 4 escursioni lungo sentieri inediti, nel cuore di borghi storici e paesi fantasma di grande fascino.
“L’Aspromonte si conferma uno dei cinque siti più importanti a livello europeo per la migrazione post-riproduttiva dei rapaci – ha dichiarato,Giuseppe Bombino, Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte – e la scelta di avviare le attività di monitoraggio in anticipo rispetto agli scorsi anni si inquadra nella volontà dell’Ente Parco di rafforzare la propria azione di tutela della Biodiversità. Abbiamo la possibilità di salvaguardare un’eccezionale combinazione di natura, storia e cultura, proprio per questo, quotidianamente, mettiamo in campo tutti gli strumenti utili per custodire e valorizzare il nostro patrimonio, privilegiando gli aspetti identitari che caratterizzano l’Aspromonte”.
