
“Approvata l’autorità Idrica Calabrese con l’assemblea dei 40 sindaci, a sentire le tante prese di posizione espresse sugli organi di stampa, si è finalmente iniziato quel percorso virtuoso che dopo anni di gestione approssimativa, porterà a sistema e regolamenterà il servizio del ciclo idrico integrato nella regione Calabria. A tal proposito vorremmo esprimere, o meglio ribadire quella che è la nostra posizione nel merito. Anche noi abbiamo più volte sostenuto che l’acqua è un bene pubblico che deve essere garantito. Su questo nulla da eccepire. Quello che dovrà essere però chiaro, come sosteniamo da tempo è che a nostro giudizio, la gestione dovrà però essere di tipo industriale con produzione di costi di gestione e benefici da riutilizzare per ridurre la tariffe e migliorare il servizio per i cittadini. Gestione industriale assolutamente, senza voler entrare nel merito della discussione sulla forma, pubblica – privata o mista pubblica/privata. Abbiamo sempre sostenuto però, che il soggetto che verrà e che sarà, a prescindere dalla forma, dovrà occuparsi dell’intera gestione del servizio, pianificando anche gli investimenti per rimettere in sesto le reti comunali per ridurre le perdite che in alcuni casi arrivano anche al 60%, gli impianti acquedottistici e i grandi invasi. Riprendere in pratica una politica di gestione e di investimenti che è stata la grande assente negli ultimi anni nella nostra Regione. Il soggetto individuato, dovrà gestire, come ribadiamo da sempre, anche l’incasso diretto delle tariffe per evitare tutte le criticità fin qui emerse e sostenere la bancabilità degli investimenti, garantire la lotta all’abusivismo e alle morosità salvaguardando contestualmente il diritto alle forniture delle quantità minime garantire per legge alle fasce sociali più deboli. Questo ultimo concetto non significa voler o dover aggredire i cittadini, ma semmai responsabilizzarli facendogli capire che l’acqua è sì un bene pubblico ma ha costi di gestione che vanno sostenuti. Riteniamo importante a tal proposito evitare pericolosi e fuorvianti messaggi che surrettiziamente possano generare convinzioni che l’acqua dovrà essere gratis. Parafrasando frasi di importanti studiosi del settore possiamo sintetizzare che la risorsa idrica non è illimitata, ha quindi un suo valore intrinseco non facilmente esplicitabile a prescindere da chi la paga. Ci preme evidenziare, che tra le tante posizioni emerse ultimamente, quelle più in linea e più vicine alla nostra, sono quelle di chi , nonostante la diversa collocazione politica, convergono su molti aspetti, essendo state formulate entrambe, da conoscitori della materia, per i ruoli che hanno svolto e che svolgono tuttora. Di fatto la costituzione della AIC non è altro che la riproposizione sul livello regionale della vecchia legge 10/97. Non ci pare che nel merito il legislatore abbia avuto grande spirito innovativo. La stessa rischia di produrre risultati analoghi e purtroppo come sappiamo negativi. Ci pare altrettanto chiaro il fatto che pur essendo riusciti a costruire un’assemblea, dubitiamo molto che in un mese si troverà l’accordo sulla forma di gestione. Tra le righe della legge regionale 18/2017 di costituzione dell’AIC si legge testualmente che la stessa dovrà gestire la regolamentazione dei rapporti con il soggetto di fornitura all’ingrosso dell’acqua, distinguendo di fatto le due funzioni. A questo si aggiunge che Sorical ha una convenzione per la fornitura di acqua all’ingrosso che scade il 2034. Chi sarà o dovrà essere questo soggetto gestore, nelle condizioni in cui siamo adesso, in grado di dare risposte immediate? Forse su questo tema sarebbero opportuni approfondimenti e discussioni con tutti i soggetti interessati al fine di evitare di generare l’ennesimo fallimento di un progetto che così com’è, a nostro parere, rischia seriamente di non dare soluzioni dirimenti in materia”. Lo scrive in una nota stampa Pompeo Greco.