
Il ruolo dell’educazione nella costituzione dell’identità individuale e collettiva è stato approfondito dalla prof.ssa Carrà. Partendo dalla constatazione che esiste una relazione originaria tra pensiero e linguaggio, la prof.ssa ha sottolineato la necessità di valorizzare la nostra cultura aprendosi nel contempo a quella delle altre nazioni. I soggiorni di studio e ricerca all’estero costituiscono un’opportunità che le nuove generazioni devono cogliere per poter diventare autentici cittadini. Il ruolo fondamentale delle leggi per la vita sociale di ogni tipo di gruppo umano è stato descritto dal prof. Saltalamacchia, che ha ricordato come la nostra tradizione culturale affondi le sue radici nel mondo greco-romano e nel Corpus Iuris Iustinianeum, il cui spirito va recuperato per poter ridefinire i compiti del cittadino nell’attuale contesto storico. La mattinata è continuata con gli interventi degli alunni. Conformemente al principio che il dialogo autentico presuppone la capacità di farsi comprendere, e dunque di raggiungere un punto d’incontro anche linguistico, le riflessioni “teoriche” sulle modalità di relazionarsi all’“altro” sono state intervallate dalla recitazione di poesie in lingua straniera: Fremd, Hermano, Intercultural Love, lette o addirittura composte dagli alunni di V BL, V AL e IV BL. Il problema della crisi dell’Unione Europea, che ha mostrato la sua debolezza anche nel caso della gestione comunitaria dei flussi migratori, è stato analizzato da un punto di vista socio-antropologico dagli alunni di V AN. Mediante scritte colorate e fotografie presentate attraverso un cartellone le adolescenti, sotto la guida della prof.ssa Maria Antonietta Romeo, hanno sottolineato come la crisi più profonda dell’UE sia di natura identitaria e riguardi l’incapacità, da parte dei Paesi membri, di riappropriarsi della propria tradizione storico-culturale, improntata ai valori dell’ospitalità. Parte rilevante di questa tradizione è la filosofia di Immanuel Kant. Nel suo scritto Per la pace perpetua, il filosofo introduceva già concetti estremamente attuali quali quello di “Ospitalità”, che definiva come “il diritto di uno straniero a non essere trattato ostilmente da un altro a causa del suo arrivo sul suo territorio”, ma anche come il dovere di questo “straniero” a rispettare le leggi e i costumi del paese ospitante. Dopo l’esposizione del PowerPoint dedicato allo scritto kantiano da parte delle alunne di IV BS, il Magistrato Concettina Epifanio ha risposto alle domande poste da docenti e studenti, ricordando come ogni cambiamento è avviato da un impegno che ciascuno deve assumersi in prima persona. Il dibattito si è concluso con il riconoscimento che soltanto il dialogo, consentendo di comprendere l’altro, potrà portare a conoscere se stessi e a crescere insieme, maturando così un’identità autenticamente “comune”.
