
«Questo paradossale “equivoco” – spiegano Pisanti e Greco – è la risultante dell’assoluta mancanza di regole, procedure chiare e soprattutto di un’organizzazione del lavoro degna di questo nome. Quello che come sindacati di categoria stiamo denunciando inutilmente da tempo. È normale che i cittadini e lavoratori debbano pagare in prima persona, attraverso una sistematica spoliazione delle regole? Sarà questo un tema che impegnerà qualcuno nel 2018? Auspichiamo che il nuovo anno sia, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali di categoria e confederali, quello buono per dare un segnale inequivocabile di discontinuità rispetto alla gestione della materia fin qui operata. E in tal senso auspichiamo che le anticipazioni sulle nuove date previste nel mese di marzo per riprendere il percorso di attuazione e di costituzione della Autorità Idrica Calabrese, vengano confermate dal presidente della Regione. La situazione attuale di stallo è di estrema gravità e non più sostenibile e rischia di portare in Calabria l’ennesimo commissariamento da parte del Governo centrale, per manifesta incapacità del governo locale. Su Sorical – concludono – c’è bisogno urgente di un forte scossone e avere il coraggio di essere consequenziali nelle determinazioni, considerando che oltre 6 anni di Commissariamento non sono bastati ad azzerare il deficit, il piano di rientro annaspa e la politica continua a non decidere di porre fine allo scempio. La misura è colma, in mancanza di un cambio di passo sul ciclo idrico ed in Sorical, andremo allo stato di agitazione per svegliare la politica calabrese dal torpore governativo nel quale è caduta».
