
L’attenzione da parte delle istituzioni nazionali, regionali e locali sui Contratti di Fiume , come buone pratiche di difesa del suolo e valorizzazione dei territori fluviali e costieri, ha innescato anche in Calabria la sperimentazione di numerosi modelli innovativi di progettazione partecipata. L’Assessore Franco Rossi ha ribadito che i Contratti di Fiume determinano orientamenti obbligatori di finanziamento a valere sui diversi strumenti di programmazione negoziata (es. Agenda Urbana e Aree Interne sul POR 2014-2020, Patto per la Calabria, misure comunitarie FESR sull’assetto idrogeologico e sulla difesa costiera, ecc.), in quanto le determinazioni di orientamento di sviluppo territoriale, di natura integrata, assunti nel Contratto hanno immediata applicazione sui Programmi finanziari di sviluppo locale, come lo hanno sugli orientamenti di pianificazione territoriale ed urbanistica a livello locale. “Ciò nonostante -ha affermato l’Assessore- lo sforzo che si deve fare ora è quello di avere la determinazione e il coraggio di una Strategia Nazionale sui Contratti di Fiume con risorse all’uopo dedicate, proprio come è accaduto per le aree interne. Ciò è necessario -ha concluso Rossi- al fine di attivare, attraverso una visione condivisa con la comunità attiva (imprenditori, cittadini..) politiche integrate di riqualificazione, tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali, di innovazione nei settori della difesa del suolo, del paesaggio e dell’agricoltura, finalizzati a rendere più resilienti e più competitivi i territori e le coste calabresi, contribuendo, in tal modo, alla lotta contro i cambiamenti climatici”.
