
La sporcizia e la presenza di vari tipi di rifiuti crea conseguenze molto gravi anche alla fauna che rischia di mangiare i materiali tossici presenti nei boschi oltre che gli animali vagando tra i rifiuti aprono le buste attratti dagli odori e spargono i rifiuti ancora di più nei boschi. Nonostante non sia di sua competenza, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha più volte fatto i conti con i rifiuti presenti sul territorio soprattutto in corrispondenza con il periodo estivo o di vacanze che portano ad un flusso maggiore di turisti sul territorio. Già lo scorso anno il Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Sergio Tralongo aveva chiesto all’A.V.R. di ripulire le aree sopratutto nelle zone lungo la strada provinciale SP3 in area Parco (nei Comuni di Reggio Calabria e di Santo Stefano in Aspromonte) e di eseguire interventi di pulizia degli immediati dintorni dei cassonetti stessi, frequentemente interessati dall’abbandono disordinato di sacchetti e altre sostanze di scarto. Per rinforzare tale intervento, l’Ente Parco aveva anche provveduto a coinvolgere alcune associazioni di volontariato, per collaborare alla raccolta di rifiuti abbandonati nelle aree boscate. “La disponibilità e la celerità della suddetta società e dei volontari hanno consentito, nell’arco di pochissime ore, di ripristinare nei giorni successivi al Ferragosto l’ordine e la pulizia negli immediati dintorni di Gambarie e delle sue aree picnic. Purtroppo nonostante i numerosi sforzi, dopo ogni weekend continuano a giungere all’Ente segnalazioni circa la presenza di rifiuti nel bel mezzo della montagna, proprio lì dove i colori della natura, gli odori della stagione ed il silenzio del bosco dovrebbero regnare sovrani” questo quanto si legge in una nota dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte.
Poco fa le parole del Sindaco di Santo Stefano, Francesco Malara, nella lettera di diffida inviata a Calabria Verde dopo la segnalazione a StrettoWeb: “[…] occorre chiamare alle sue responsabilità l’azienda regionale Calabria verde proprietaria della maggior parte dei boschi intorno Gambarie e probabilmente anche di quelli così vituperati oggetto delle foto di cui sopra. Essa ha il dovere di conservare in un modo quantomeno accettabile il patrimonio boschivo di cui è proprietaria e qualora non fosse in grado di farlo occorre utilizzare la possibilità che dà la già esistente legge regionale che contempla l’opportunità di dare tali terreni in comodato ad enti pubblici o addirittura a privati che potrebbero valorizzarli. Pertanto aldilà di tale suggerimento siamo con la presente a diffidare per l’ennesima volta l’azienda Calabria verde a voler adempiere al proprio obbligo di mantenere puliti e quindi di salvaguardare il patrimonio boschivo insistente sul proprio territorio comunale in quanto nel caso in cui si riscontrassero problemi di igiene e di sicurezza causabili dai rifiuti e dai potenziali incendi, si provvederà direttamente a quanto necessario con addebito di spese e fatta riserva di tutela della propria immagine”.
