
Il provvedimento scaturisce da indagini condotte dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia sull’intero patrimonio del SARCONE, che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione, non giustificata, tra i redditi dichiarati dallo stesso, rispetto all’ingente patrimonio a lui riconducibile.
Tra le evidenze poste a base dell’odierna attività è stata considerata anche la sua condanna a 10 anni di reclusione, emessa dalla Corte d’Appello di Bologna e divenuta irrevocabile il 21 giugno 2016, nell’ambito del processo denominato “EDILPIOVRA”, poiché ritenuto responsabile, in questo contesto, anche del reato di associazione di tipo mafioso.
In particolare, la confisca ha riguardato beni mobili e immobili, nonché diverse disponibilità finanziarie.
