
Antigone, figlia di Edipo, violando il decreto emanato dal re di Tebe, Creonte, seppellisce il fratello Polinice. Il suo gesto di pietà la condanna a morte. La viltà dei suoi concittadini la confina alla disperata solitudine del suo gesto d’amore e di coraggio. Fiera, accetta il sopruso deciso dalla cieca follia del potere. Il gesto di Antigone non è importante solo per la sua essenza, che rappresenta la pietà, l’amore disinteressato, la carità, l’amicizia, tutto ciò che valgono i sentimenti umani più alti, ma per l’opporsi alla legge di un despota che non rispetta i diritti umani, civili e anche il diritto di professare il proprio culto.
