L’autore, Pasquale Corrado, “riesce ad imbastire un ordito complesso ed allo tempo stesso lineare – spiega il Presidente ARS Pasquale Borruto – fino a condurre quasi “per mano” lo spettatore al coup de theatre inaspettato e, per questo, di effetto. Il linguaggio usato è il dialetto, ed è un fatto nuovo per gli Artisti Reggini della Sanità che, fino ad oggi, nelle loro commedie imperava il comune linguaggio parlato cioè l’italiano frammisto a coloriture dialettali. A parte lo spaccato della vita degli anni 50, l’autore, anima i suoi personaggi di concettualità che oggi sembrerebbero obsolete ma, che mantengono la attualità dei sentimenti, quelli veri. Un grande merito va ascritto all’autore quando riesce a far rivivere, grottescamente, la figura delle “prefiche” che erano di derivazione ellenistica e attuali per quegli anni. Il regista, Salvatore Vita, ha intramezzato spunti volitivi ed inediti che impreziosiscono la recitazione dando un costrutto fluido e godibile dello spettacolo.”
Reggio Calabria, dall’ARS per l’AIL: il 7 e l’8 giugno lo spettacolo di beneficenza “Stu matrimoniu s’ha da fari”
L'ARS propone una commedia ("Stu matrimoniu s’ha da fari") che ricalca la tradizionale propensione dell’associazione di mettere in scena valide opere di autori locali

