
In passato l’ARICÒ, a seguito del coinvolgimento nell’ambito dell’operazione “ARCHI”, è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione con Sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, divenuta definitiva nel 2015, per associazione mafiosa, quale partecipe della cosca “Tegano”.
In particolare, dalle relative indagini era emerso che lo stesso svolgeva attività di supporto alle azioni criminali della citata cosca, forte del rapporto intrattenuto con il defunto Peppe SCHIMIZZI e con suo cognato Carmelo BARBARO, pluripregiudicato e personaggio di spicco della stessa consorteria criminale.
Fondamentali, per le attività investigative, sono risultate anche le dichiarazioni rese, sul conto dell’ARICÒ, dai collaboratori di giustizia FRACAPANE Giovambattista e MOIO Roberto.
Il patrimonio sottoposto a sequestro consiste in nr. 6 unità immobiliari (tra cui una villetta su tre piani con garage e giardino di notevole pregio sita a Reggio Calabria e due appartamenti con garage ubicati a Reggio Calabria e Scilla), nr. 2 autovetture e disponibilità finanziarie in corso di quantificazione.
