
Jayant ci racconta che studia alla Cinema Fiction e che è ormai certo di essere “nato per recitare” perchè, aggiunge – “questa è l’unica cosa che voglio fare nella mia vita […]“.
Di seguito l’intervista che Jayant “il ragazzo prodigio” ci ha gentilmente concesso:
Jayant Ambusto, ci parli di lei, ci racconti la sua storia:
“Ho 24 anni e vivo a Reggio, fin da piccolo ho sempre sognato di fare l’attore, ma senza mai avere il coraggio di puntare e investire la mia vita solo in quella direzione.”
Cosa ha fatto e cosa sta facendo per raggiungere il suo sogno?
” Da un paio di anni ho capito che sono nato per recitare e che questa è l’unica cosa che voglio fare nella mia vita. Negli ultimi mesi del 2016, quando ancora vivevo a Reggio, si stavano effettuando dei casting per un film e io venni chiamato dal regista che mi disse che sarei stato il protagonista, poi fui costretto ad abbandonare questo progetto. Tuttavia, grazie all’incoraggiamento della mia compagna e alla mia forza di volontà, subito dopo decisi di trasferirmi a Roma e poi a Napoli per studiare recitazione. A Napoli entrai a far parte della scuola Cinema Fiction.”
Che ruolo ha avuto la sua famiglia nelle sua scelta di studiare recitazione? Chi sono i suoi primi fans?
“La mia famiglia, con mia grande sorpresa (soprattutto per quel che riguarda mia madre) non era d’accordo,come sempre ha cercato di ostacolarmi, ma adesso i miei non possono che essere soddisfatti. È così che succede a quasi tutti, dopo che le cose vanno bene..Il mio primo fan in assoluto è Simba, il mio cagnolino, che non sta con me perché sono ricco o voglio fare l’attore, ma perché mi ama così come io amo lui..poi ci sono gli amici e le persone che erano dalla mia parte prima che iniziasse tutto, anche e soprattutto quando le cose andavano male.“
Cos’è per lei la recitazione? Nel panorama cinematografico e artistico, quali sono secondo lei i personaggi più degni di nota?
“Adoro la recitazione perchè è bellissimo entrare nei panni di persone che probabilmente nella vita non guardi e non consideri nemmeno. Ti consente di cambiare sempre, indossare ogni volta nuove maschere. Ecco perchè il mio idolo è in assoluto Jonny Depp, basti pensare che in un film in cui avrebbe dovuto interpretare un mendicante, per entrare nel personaggio si finse davvero un senza tetto per un’intera settimana, e non agli orari che preferiva lui, ma ventiquattr’ore su ventiquattro.”
Ci racconti dell’esperienza a Napoli alla Cinema Fiction:
“A Napoli studio alla Cinema Fiction con ottimi insegnanti, che mi spronano a dare sempre di più e ragazzi meravigliosi. All’inizio di Dicembre mi fu comunicato che il 17 e 18 dello stesso mese ci sarebbe stata una Masterclass con l’attore Fabio De Caro (Malammore nella serie Gomorra) e il regista e sceneggiatore Stefano Russo presso la Film Theatre Academy. C’era inoltre il regista Antonio Monaco. Ero molto eccitato all’idea di mettermi alla prova e di poterlo fare con un Fabio de Caro, che fino a qualche settimana prima guardavo in tv o su internet, essendo un grande fan di Gomorra. Il 28 e 29 Gennaio ho partecipato alla Masterclass col grandissimo Michele Placido, che ovviamente non ha bisogno di presentazioni. E’ stato molto gentile e affettuoso con tutti noi e ci ha aiutato tantissimo. La mia performance è andata molto bene e ricevere i complimenti da Michele Placido non succede tutti i giorni.“
Ha già preso accordi di lavoro con registi?
“Si, il regista Antonio Monaco, direttore della Film Theatre Academy, mi ha contattato perché molto stupito e contento di me, mi ha voluto nel suo prossimo film “Terrorism has not religion”, in cui sarò il capo di un gruppo di terroristi. Antonio Monaco porterà il film a Los Angeles per la prima proiezione. Un’altra novità è che parteciperò alla Fiction “La nuova Camorra”, il sequel di “Camorra”, girato a Napoli e diretto dal regista Max Bellocchio. Max mi notò alla Masterclass con Fabio De Caro e vide la mia tenacia e la mia rabbia, così ha deciso di puntare tutto su di me.”
Oltre alla recitazione, ha altre passioni?
“Ovviamente adoro il calcio e adoro la mia Reggina, purtroppo, non abitando più a Reggio, non riesco a seguirla come vorrei, ma quando posso vado volentieri in Curva Sud, perchè, benchè se ne dica, anche lì c’è arte.. che siano striscioni, fumogeni, cori, è tutto stupendo.”
La storia di Jayant è di quelle per cui ci si aspetta un lieto fine, è la storia di chi lotta per realizzare i propri sogni. Noi di Strettoweb non possiamo che augurargli il meglio, comunque vada.
