
L’ACCADEMIA KRONOS rappresentata da Alessandra Gioffrè d’Ambra, AZIONE NAZIONALE rappresentata da Alessandra Bordini, CIRCOLO VELICO con Carlo Colella, CKC CANOA KAYAK CLUB RC, CONFCOMMERCIO REGGIO CALABRIA CITTA’ METROPOLITANA, FEDERAZIONE DEI VERDI REGGIO CALABRIA, FEDERAZIONE ITALIANA VELA CALABRIA E BASILICATA, FONDAZIONE MEDITERRANEA rappresentata da Vincenzo Vitale, LA LEGA NAVALE ITALIANA SEZ. DI REGGIO CALABRIA con Sandro Dattilo, LIDO STELLA MARINA con Pietro Caponera- affremano- “siamo assolutamente contrari a qualsiasi scenario che ipotizzi lo spostamento del traffico di tir sul Porto di Reggio Calabria, per le evidenti criticità che si creerebbero sulla rete dei trasporti, per l’assorbimento dei flussi di traffico in un’area densamente abitata e a ridosso del centro storico urbano, come la storia di Villa insegna. E’ evidente che il trasferimento dell’attraversamento da Villa San Giovanni a Reggio, comporterebbe un incremento giornaliero dei volumi di traffico di migliaia di veicoli sul tratto Campo Calabro – Reggio Porto/Pentimele e siamo certi che l’ulteriore carico potrebbe comportare la saturazione ed il collasso del deflusso sull’arteria. Impattare sul traffico dell’arteria autostradale e sul tratto di collegamento alla SS 106 in attraversamento da e per la superstrada jonica, comporterebbe un riversamento sulla viabilità locale, e quindi sul traffico locale e di quartiere.
Riteniamo che un significativo impatto negativo interesserebbe poi gli edifici ricadenti nei quartieri Santa Caterina, e Pentimele. Ciò determinerebbe un esponenziale incremento dell’inquinamento acustico, considerato che allo stato attuale del traffico, l’arteria di collegamento dello svincolo “Porto” fino al lungomare di Reggio Calabria è stata già interessata da interventi di mitigazione con la realizzazione di barriere fonoassorbenti, con raccomandazioni alla limitazione del traffico veicolare pesante.
Andando oltre, anche la prossimità dello scalo alla rampa autostradale è indubbio che comporterebbe un rigurgito di code di veicoli sulle arterie stradali, non essendo le stesse adeguate a ricevere e smaltire l’ulteriore pesante carico di veicoli. L’interferenza tra la viabilità di quartiere e il deflusso per l’accesso alla rampa autostradale sarebbe più che scontata, comportando accumuli di code sulla viabilità che si riverbererebbero su tutta la viabilità cittadina .
Si intende rimarcare la necessità di individuare soluzioni alternative che, per comodità, sono state scartate dalle società di navigazione. Nel territorio in esame l’alternativa è realizzare un approdo in località Bolano, a nord di Catona. Quel sito ha le caratteristiche ideali per divenire approdo per i traghetti di collegamento con la Sicilia. Esso infatti è lontano da centri abitati, pianeggiante, consente di ridurre nella stessa identica quantità il percorso delle navi con Tremestieri (240 metri in più rispetto Reggio), fa risparmiare tempo e strada ai TIR che possono immettersi in una strada a loro dedicata dallo svincolo a raso di Campo Calabro. Tale scelta consentirebbe di eliminare le pressioni ambientali di cui è stata vittima Villa S.G. , senza trasferirle ad altri centri densamente abitati (Catona non sarebbe interessata), accorciare nella stessa misura le rotte dei traghetti, non nuocerebbe allo sviluppo turistico del porto di Reggio ed eliminerebbe le lunghe file autostradali in caso di mancato funzionamento delle navi.
Qualcuno si chiederà se è sostenibile economicamente la scelta dell’approdo a Bolano e la risposta è, senza ombra di dubbio, positiva. È positiva perché non mieterà più vittime a causa dell’inquinamento generato dal traffico dei TIR ed è positiva perché il costo dell’intervento si stima essere circa un quarto di quello sostenuto per Tremestieri. Quindi, se la Regione Sicilia ha potuto sostenere una spesa di circa 60 milioni di euro, certamente il Governo Nazionale potrà spenderne i 15 necessari per questa soluzione. La popolazione non potrà certo accettare scorciatoie che favorirebbero solo ed esclusivamente il privato a spese del pubblico. La naturale vocazione del porto di Reggio e quella dell’intero litorale cittadino è certamente turistica! La visione di una città e del suo comprensorio in grado di attrarre flussi in un progetto di incremento turistico non più rimandabile, non può non fare i conti con le infrastrutture ed in particolare con un porto che deve venire inquadrato in un’ottica decisamente diversa da quella che si sta prospettando. Solo una seria programmazione della Città Metropolitana, che tenga conto delle potenzialità derivanti dalle ricadute dell’attività diportistica, potrà consentire di assegnare alla nostra Reggio il ruolo – che si merita e le spetta – di centro turistico, marittimo e culturale, baricentrico nel mediterraneo.
